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La storia del liceo classico di Pescara, tra sedi, guerra e migliorie per i 100 anni dalla sua fondazione

Nel 1936 la sede definitiva, ideata ad hoc e costruita dall’architetto Vincenzo Pilotti

È stato fondato nel 1924 e manca poco al suo primo centenario. Il liceo classico statale Gabriele D'Annunzio, l’istituzione che tutti sappiamo in via Venezia, vanta una storia ricca e affascinante.

La sua prima sede è stata una piccola palazzina in viale D'Annunzio 133, tutt’oggi visibile. Qui sono stati accolti per 6 anni gli studenti del liceo ginnasio quando Pescara, che all’epoca contava circa 30mila abitanti, faceva parte della provincia di Chieti.

Poi l’espansione: nel 1927 Pescara divenne capoluogo di provincia e un importante istituto come il liceo richiedeva una sede più consona, centrale e di rilievo. I 44 studenti del “Real Liceo Ginnasio” furono trasferiti – temporaneamente – nella nuova sede di Palazzo Clerico, in corso Vittorio Emanuele II 229, oggi in totale abbandono.

Nel 1936 la sede definitiva, ideata ad hoc e costruita dall’architetto Vincenzo Pilotti, già autore di altri storici edifici come Palazzo Muzii, Palazzo di Città, Palazzo del Governo e Teatro Massimo, sorgeva in quella che all’epoca era conosciuta come via del Tribunale, per via della presenza del Palazzo di Giustizia, distrutto durante i bombardamenti nel 1943.

L’edificio richiesto per diventare la nuova sede del liceo scientifico doveva essere sinonimo di modernità, offrire spazi funzionali e riflettere le ambizioni di una metropoli nascente.

Caratteristica del liceo erano le statue scolpite da Guido Costanzo e raffiguranti le virtù del territorio abruzzese: “Il fiume Pescara” e “La Miniera”. Erano collocate a guardia della scalinata d'ingresso, ma già negli anni ’40 furono trasferite altrove, sul frontone del Palazzo del Governo di piazza Italia.

L’orto botanico era il fiore all’occhiello del nuovo liceo, ricco di rare specie arboree rare abbellito da una fontana monumentale.

La seconda guerra mondiale ha lasciato il suo segno all’interno dell’edificio di via Venezia. Anche se l’istituto fu risparmiato dai bombardamenti, il 10 giugno 1944 le truppe alleate entrarono in una Pescara rasa al suolo per oltre il 70%. Due brigate di soldati del British Indian Army si accamparono nel liceo e, per scaldarsi, accesero un falò utilizzando l’intera collezione di animali impagliati, campioni e strumenti del laboratorio di scienze naturali.

La storia del liceo classico di Pescara è stata raccontata da Edoardo Di Paolo, amministratore della pagina Facebook Pescara Segreta, qualche anno prima che l’istituzione compia i suoi primi 100 anni. E per questa occasione suggerisce alcune proposte per far tornare il liceo agli splendori di un tempo, come restaurare la fontana dell’orto botanico, organizzare conferenze sulla storia di Pescara e dell’Abruzzo in età italica, raccogliere le testimonianze dei soldati superstiti che si accamparono nelle aule e nei corridoi, riqualificare la piazzetta antistante il liceo ma anche richiedere al Comune di approfondire il dossier dello scandaloso abbandono decennale di Palazzo Clerico, per porre un vincolo urbanistico anche sulla palazzina di viale D'Annunzio.

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