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Il cantiere per la nuova pista ciclabile di via Regina Margherita non divide: "Opera giusta e necessaria"

Dal 9 gennaio sono scattati i divieti e le modifiche alla viabilità nel punto compreso tra via Mazzini e l'intersezione tra corso Umberto I e piazza della Rinascita

Complice, probabilmente, il fatto che in quell'ultimo tratto non sono molti i posti auto, stavolta sono tutti concordi nel considerare positivamente il cantiere per la nuova pista ciclabile di via Regina Margherita. Dallo scorso 9 gennaio, infatti, sono scattati i divieti e le modifiche alla viabilità nel punto compreso tra via Mazzini e l'intersezione tra corso Umberto I e piazza della Rinascita. In altre parole, si tratta dell'ultima parte di via Regina Margherita, perché dopo piazza Salotto la strada cambia nome e diventa via Nicola Fabrizi.

L'ordinanza dirigenziale resterà in vigore almeno fino al 24 febbraio, cioè tra un mese esatto a partire da oggi, per permettere gli interventi sulla pista ciclabile che attraversa la zona e nello specifico, come da ordinanza, per consentire le opere di “Progettazione e realizzazione di ciclostazioni e messa in sicurezza della ciclabilità cittadina diretti a collegare stazioni ferroviarie e poli universitari”. Ebbene, tutti i cittadini che abbiamo interpellato non vedono negativamente i disagi previsti dai lavori, ma anzi ritengono la nuova pista ciclabile un'opera giusta e necessaria, soprattutto considerando che la precedente infrastruttura, realizzata dall'amministrazione Alessandrini, veniva guardata con sospetto da alcuni ciclisti. 

Il divieto di sosta tra l'ultimo tratto di via Regina Margherita e piazza Salotto-2

Perché? Presto detto: sotto la lente di ingrandimento finiva, in particolar modo, il fatto che il tracciato ciclabile fosse contiguo a quello destinato alla circolazione dei veicoli, che spesso e volentieri - scavalcando i cordoli o inserendosi nei punti in cui questi non erano presenti - andavano a invadere lo spazio riservato alle biciclette. Gli utenti erano pertanto preoccupati perché la pista ciclabile, essendo separata dal resto della strada in un modo ritenuto insufficiente, veniva bollata come poco sicura.

Con la nuova pista, invece, si eliminano materialmente quei rischi perché l'opera è sopraelevata rispetto al manto stradale, quindi non entra in contatto con le macchine. Allo stesso tempo si renderà adesso impossibile la pratica del parcheggio in mezzo alla strada, a metà tra il tracciato carrabile e la pista ciclabile, di cui siamo stati testimoni in prima persona (incredibile ma vero, a Pescara accade anche questo). Secondo quanto previsto dall'ordinanza dirigenziale, in queste settimane un pezzo della carreggiata sarà interdetto al traffico con accesso esclusivamente ai mezzi impegnati sul cantiere. Una scelta fatta sia per consentire i lavori sia per tutelare l'incolumità pubblica.

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