Venerdì, 15 Ottobre 2021
Economia

Cala dell'8,6% nel 2020 il Pil abruzzese, ma raddoppiano i risparmi dei cittadini durante la pandemia

Presentato da Banca d'Italia il report annuale sullo stato dell'economia regionale "Economia Abruzzo" dal quale emergono i dati riguardanti l'impatto della pandemia sulla popolazione e sul mondo produttivo

Nonostante il calo dei consumi e la flessione del Pil, anche in Abruzzo come nel resto del Paese è aumentata sensibilmente la propensione dei cittadini al risparmio. È quanto emerge dal rapporto annuale regionale presentato da Banca d'Italia che fotografa la situazione economica della nostra regione nel periodo della pandemia relativo all'anno 2020.

Le stime a livello macroeconomico per l'Abruzzo mostrano una flessione del Pil dell'8,6%, un calo in linea con il dato nazionale e con quello delle altre regioni. Il calo dei consumi delle famiglie, a causa della pandemia e delle relative restrizioni, è stato dell'11% ma il risparmio accumulato sui conti correnti è raddoppiato rispetto al 2019.

Il direttore della filiale regionale di Banca d'Italia Dealma Fronzi ha aggiunto che il trend ora è positivo e la fiducia riposta nella campagna di vaccinazione porta i dati verso un sensibile e rapido miglioramento per la seconda metà del 2021:

"Sono stati molti gli strumenti di sostegno messi a disposizione di imprese e cittadini nel periodo della crisi. Moratorie e garanzie su prestiti hanno consentito al paese di non fermarsi, quando gli strumenti verranno meno è indispensabile una ripresa economica e l'ammodernamento digitale anche bancario, per colmare il gap in cui il paese si è trovato durante la pandemia".

Come riporta l'Ansa, la contrazione delle vendite è stata forte e impattante soprattutto fra le piccole imprese, che però dovrebbero riprendere nell'anno corrente. Le esportazioni si sono significativamente ridotte al -6,2% su cui ha inciso la forte contrazione delle vendite all'estero registrata nei primi due trimestri, in particolare verso i paesi della Ue. Al calo ha contribuito principalmente il dato negativo delle vendite di mezzi di trasporto, mentre alimentare e farmaceutico hanno contribuito a ridurre il calo grazie alle ottime performance mostrate anche nei mesi delle restrizioni.

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