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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Radio Ketchup: la radio pescarese che ha fatto tendenza

Dalla geniale intuizione di Giovanni D'Addario nacque Radio Ketchup, costruita su solide basi tecniche e sorta dalle ceneri di Radio 2001 e Radio Kiwi

In questa epoca moderna si discute spesso dell'influenza mediatica dei nuovi canali di comunicazione, soprattutto verso i giovani che si nutrono di social, blog, newsletter e chat relazionali. Circa 30 anni fa, quando in piazza si radunavano in comitiva centinaia di ragazzi ed i rapporti interpersonali erano più diretti, le pubbliche relazioni così come le singole opinioni e le mode del momento, si diffondevano e prendevano forma con la stessa identica rapidità di oggi.

Bastava uno slogan propagato dalle frequenze di una radio locale per captare il trend da seguire in quel momento ed essere così al passo con i tempi. Sul finire degli anni '80 a Pescara nacque un'emittente radiofonica in grado di rivoluzionare il tradizionale palinsesto fatto di musica generalista e classici messaggi pubblicitari, a volte anche banali, iniziando a proporre uno stile nuovo, particolare, di forte impatto sull'ascoltatore medio non prettamente adulto.

Radio Ketchup: la nascita

Era il 1987, l'anno di Galeone e della Sisley Pallanuoto, delle Timberland e dei Moncler, quando la città viveva freneticamente sia di giorno che di notte, dove ogni cosa nuova funzionava immediatamente. Dalla geniale intuizione di Giovanni D'Addario nacque Radio Ketchup, costruita su solide basi tecniche  e sorta dalle ceneri di Radio 2001, Radio Kiwi. Le prime attrezzature furono acquistate in blocco da Radio Pescara, diretta da Gianni Lussoso. A far gruppo, alcuni grossi calibri della movida pescarese: Ivan Iacobucci, Andrea Mennilli, Enrico Gasparini e Riccardo di Rocco. Sono bastati pochi mesi per dare un'impostazione vincente, fatta di proposte musicali da discoteca e brani commerciali che riempivano le piste del Lenny's, Honeypot e Halley. Poi vennero altri deejay affermati che trasmettevano dapprima dalla storica sede di via Gran Sasso e, successivamente, via Lago d'Iseo. Franco Gigante, Emany Brandolino, Roberto Rantucci, Stefano Martire, Romeo Tucci, Vincenzo Bertone, Stefano Zavarella, lo stratega Mario Vecchioni ma soprattutto Paolo Sala, re incontrastato della consolle del Niagara.

L'elenco è davvero numeroso ed è impossibile nominarli tutti. Tutti alle prese con l'innovatissimo processore Orban in grado di riprodurre un sound performante, amplificato nei bar, negozi e autoradio sulle frequenze 93,5 e 106.1mhz. Al microfono, la voce inconfondibile di Daniela Montalbano, mentre la parte creativa passò da Carmine Chillà a Gianvito Pizzi con i suoi jingles divertenti e i suoi spot fuori dagli schemi abituali. Un'intera generazione di paninari iniziò ad appassionarsi al "MaxMix" di Luca Di Carlo e ad altri programmi quali "Plotter" e "Ketchup Parade".

I brani dance e house venivano inseriti in una speciale list e richiesti nello spazio del "Discorissa", dove la telefonata con toni verosimilmente minacciosi veniva ricevuta dal fonico Alessandro Di Russo e si sostituiva alla classica dedica romanzata delle radio comuni. Ogni pezzo assumeva una nuova denominazione, associando il refrain ad un "K" codificato con un numero. I rappers Andy One e Mc Doc, conosciuti anche come writers e cultori dell'hip-hop, sapevano mixare con abilità e nel giro di un decennio Ketchup Fm diventò la scuola di tanti speaker. Il ricordo ci porta a Valentina Corsi, prematuramente scomparsa, passando per lo "Stop News"di Michele Mastandrea e lo spazio dedicato al genere latino a firma di Demetrio Vitullo (dj Lomitos). Il modello radiofonico fece presa anche in tv con la versione in video di "Weekend & Dintorni" a cura di Americo Carissimo. Nel 1994, con la conversione al sistema digitale, Radio Ketchup iniziò a trasmettere in diretta ISDN anche da fuori sede, in particolare dall'Onda Blu di Tortoreto con i collegamenti effettuati da Enzo Appignani.

Molti ancora hanno impressa nella mente la grande festa al Palatricalle di Chieti denominata "Égal", con la guest star di Italian Network Andrea Gemolotto per un grande evento contro il razzismo con oltre 1500 persone. I migliori locali della costa adriatica, dal Green Leaves di Porto Recanati al Cocoricò di Riccione, ambivano a registrare i loro spot su Ketchup per promuovere le loro serate, ma proprio nel momento di maggiore spolvero Giovanni D'Addario, spinto dal richiamo spirituale della fede cristiana, decise di vendere la concessione radiofonica al gruppo editoriale di Gino Silvestri. Da circa un anno quelle stesse modulazioni di frequenza sono passate poi a Radio Freccia. Chissà che il buon Gino non abbia in custodia ancora qualche dardo nella sua faretra per centrare nuovamente il giusto bersaglio che, ahinoi, col tempo ha cambiato direzione.

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