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Sgominata banda di napoletani che rubava automobili: otto arresti

I Carabinieri di Pescara hanno arrestato otto persone, appartenenti ad una banda di criminali napoletani, che rubava auto nel pescarese. Sono accusati di riciclaggio, furto ed estorsione

I Carabinieri di Pescara hanno arrestato otto persone, tutte di origini napoletane, appartenenti ad una banda criminale che rubava auto nel pescarese e teramano.

L'operazione, denominata "Pezzotto", prende il nome dalla pratica messa in atto nel napoletano di smontare auto rubate su cui rimontare pezzi e telaio di altre vetture, da rivendere poi sul mercato.

Proprio questa era l'attività degli otto arrestati, organizzati in modo efficiente e capillare.

I Carabinieri di Pescara sono arrivati alla banda grazie ad alcune intercettazioni effettuate nel 2008 e 2009, nell'ambito di un'altra inchiesta, denominata "Barra", riguardante il traffico illecito di stupefacenti, nella quale erano coinvolti alcuni dei soggetti arrestati oggi.

I capi dell'organizzazione erano Attanasio Pio, 33 anni, detto "Pio Pio", e Ruggiero Francesco Rosario, 26 anni, rispettivamente di Ercolano e Napoli.

Attanasio, in particolare, utilizzava la partita Iva della moglie, Ferrante Giuseppina, alla quale era intestata un'attività di rivendita ed ingrosso d'auto, per acquistare a Bologna vetture incidentate. In realtà l'attività era una copertura per nascondere il riciclaggio delle vetture rubate.

A quel punto avvenivano i furti, unitamente a Salerno Ciro, Salerno Diego e a un minorenne: venivano individuate nel pescarese e teramano le vetture da rubare, dello stesso modello di quelle incidentate.

Subito dopo, entravano in scena gli altri membri dell'organizzazione, ovvero Siniscalchi Antonio Domenico e Sforza Ciro, che si occupavano di custodire le auto rubate e delle operazioni di "pezzottata", con il taglio delle parti identificative del mezzo (telaio). Sulla vettura rubata veniva montato il numero di telaio della vettura incidentata precedentemente acquistata nel bolognese.

L'ultima fase era quella della vendita, con documenti falsi, a prezzi vantaggiosi. L'acquirente finale non aveva il minimo sospetto della provenienza della vettura acquistata.

 

In alcuni casi, quando la banda riusciva a rintracciare immediatamente il proprietario dell'auto rubata, procedeva al tentativo di estorsione, chiedendo denaro in cambio della restituzione del veicolo (il cosiddetto "cavallo di ritorno").

I Carabinieri hanno accertato cinque furti di auto fra le province di Pescara e Teramo compiuti dalla banda. Pare che alcuni dei componenti del gruppo criminale avessero appoggi e contatti con spacciatori locali, con i quali avevano già stretto rapporti in precedenza.

In un caso, la vettura, dopo l'operazione di riciclaggio, è stata rivenduta direttamente nel pescarese.

L'indagine è durata circa 10 mesi, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Napoli.

Gli arresti sono stati eseguiti da 35 carabinieri, delle compagnie di Pescara, Napoli Poggioreale, Torre del Greco e Castello di Cisterna.

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