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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca Montesilvano

Pavone: ascoltati i famigliari dell'imputato e la sorella di Carlo

Nella prossima udienza, il 9 giugno, saranno sentiti in contraddittorio gli uomini del Ris che hanno svolto le indagini balistiche e scientifiche con il consulente di parte della difesa

E' durata poco meno di un'ora l'udienza sull'omicidio dell'ingegnere informatico Carlo Pavone, incentrata sulla testimonianza della madre, del padre e della figlia del presunto assassino, Vincenzo Gagliardi, dipendente delle Poste, accusato di omicidio volontario premeditato, e di Adele Pavone, sorella della vittima.

Le domande del gup, Maria Carlo Sacco, hanno riguardato i movimenti e gli spostamenti di Gagliardi, anche oggi presente in aula, relativi al giorno dell'agguato a Pavone, le condizioni economiche della vittima, colpita sotto casa a Montesilvano con un colpo di fucile il 30 ottobre 2013 e morta il 16 novembre 2014 dopo un anno di coma, e il fucile Flobert calibro 9, analogo a quello usato per colpire l'ingegnere informatico, rinvenuto e sequestrato a casa del padre di Gagliardi.

Nello specifico, Adele Pavone ha detto al gup che il fratello non aveva problemi economici. Questa precisazione si e' resa necessaria alla luce di un'intercettazione tra Adele Pavone e un fratello che vive in Venezuela, nella quale emergerebbe che l'ingegnere informatico aveva un massiccio bisogno di soldi. Una necessita' economica che sarebbe stata esaudita dal padre della vittima con un prestito di 100mila dollari. La difesa di Gagliardi ha sollevato dei dubbi sull'impiego di questi soldi in quanto l'azienda di Pavone andava bene.

Questi soldi pero' sarebbero serviti per pagare le tasse delle proprieta' di Pavone. Per quanto riguarda il fucile, il padre ha sostenuto che era suo e che l'avrebbe utilizzato per sparare ai topi e alle galline in campagna qualche anno fa in compagnia del figlio. Una testimonianza mirata a spiegare la presenza di tracce di polvere da sparo trovate sugli abiti di Gagliardi, anche se il periodo indicato dal padre del presunto omicida sarebbe piuttosto distante dal giorno dell'agguato a Pavone.

Secondo uno dei legali dei famigliari della vittima, l'avvocato Massimo Galasso, le testimonianze di oggi non cambiano minimamente il quadro accusatorio. Nel corso della prossima udienza, prevista per il 9 giugno, saranno sentiti in contraddittorio gli uomini del Ris che hanno svolto le indagini balistiche e scientifiche con il consulente di parte della difesa.

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