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Cronaca

Per Juan Carrito l'epilogo più triste: l'amatissimo orso marsicano è morto investito

E' successo sulla stessa strada dove due anni fa morì, sempre investita, un'altra orsa. Il presidente Zazzara è laconico nel suo commento e chiede interventi perché questi animali, come tutti gli altri, possano muoversi in sicurezza

“Ti sembra sempre di non aver fatto abbastanza”. Laconico il commento del presidente del parco nazionale della Majella Lucio Zazzara che con grande sgomento ha appreso la tristissima notizia: Juan Carrito, l'orso marsicano diventato simbolo indiscusso del nostro territorio, ma anche discusso per quella sua troppa “confidenza” contro cui tanto si è fatto per garantirli la vita che avrebbe dovuto condurre, è morto. La morte però non l'ha trovata per quella troppa confidenza, ma lungo la carreggiata della statale 17, prima della galleria G. Fiore, che aveva imboccato. Una strada fuori dal perimetro, ma che corre tra i due parchi, ricorda Zazzara, e che è la stessa dove due anni fa un'altra orsa era morta esattamente allo stesso modo. 

Tanto si è fatto per lui, ma contro quel che manca si può fare poco. E quello che manca è proprio la sicurezza dato che, spiega il presidente a IlPecara, su quella strada che passa nel comune di Castel di Sangro “abbiamo registrato velocità pazzesche fino a 200 chilometri orari”.

Quali siano le cause dell'incidente di stasera sono da accertare. Fortunatamente nessuna conseguenza ci sarebbe stata per chi era viaggiva a a bordo dell'auto. Certo è che in quel tratto di strada nel comune di Castel di Sangro qualcosa andrebbe fatto e tanti ricorda il presidente Zazzara sono stati gli incontri fatti anche con l'Anas. I cartelli ci sono, quelli che avvisano di andare piano perché è una zona di attraversamento orsi, ma bisogna fare molto di più “magari realizzando un sovrappasso ecologico o installando un dissuasore delle macchine o mettere della pattuglie che ci siano più spesso possibile. In questo ci sentiamo un po' troppo soli”, aggiunge.

Sembrava potesse farcela Juan Carrito in un primo momento, spiega ripercorrendo quei minuti drammatici. “Era stato predisposto tutto per trasportarlo ed intervenire”, ma purtroppo il simpatico orso che ha fatto innamorare l'Italia e non solo, non ce l'ha fatta. Sul posto, come riporta anche la pagina social del parco nazionalee d'Abruzzo Lazio e Molise che si unisce al dolore per quanto avvenuto, sono intervenuti per  primi guardiaparco, carabinieri, carabinieri forestali e la dottoressa Scioli del servizio veterinario di Castel di Sangro. 

Quello che lascia Juan Carrito è un grande vuoto anche in chi tanto si è dato da fare per proteggerlo e tutelarlo. Lui come tutti i purtroppo pochi esemplari rimasti di questo meraviglioso plantigrado. "Stasera siamo tutti un po' più poveri perché se ne è andato uno di famiglia", dichiara il presidente del Parco nazionale d'Abruzo Giovanni Cannata.

La speranza per quello della Majella è che questa volta quel vuoto che di certo si guadagnerà grande spazio sulla cronaca vista la notorietà di Juan Carrito, consenta di prendere seri provvedimenti sulla viabilità all'interno dei parchi e ancor più su quella strada dove, sottolinea, tanti animali vengono investiti.

Un appello che Zazzara rivolge anche a chi percorre quelle strade perché lo facciano con prudenza. Andare piano potrebbe significare frenare in tempo e non rischiare la vita: la propria e quella degli animali che vivono nel cuore dei nostri parchi.

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