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I consiglieri d'opposizione di Montesilvano sulla bonifica della discarica di Villa Carmine: "No all'incapsulamento"

Romina Di Costanzo, Antonio Saccone, Gabriele Straccini, Giovanni Bucci del Pd e del M5s intervengono dopo l'annuncio dell'assessore Campiteli dello stanziamento dei fondi della discarica abusiva

Sì all'avvio della bonifica della discarica di Villa Carmine dopo anni di stallo, ma non con il sistema dell'incapsulamento che non è adatto alle caratteristiche del sito. A dirlo i consiglieri comunali d'opposizione di Montesilvano (Pd e M5s) Romina Di Costanzo, Antonio Saccone, Gabriele Straccini, Giovanni Bucci.

"Sono anni che come consiglieri comunali di opposizione sollecitiamo i nostri Amministratori ad agire in maniera maggiormente incisiva con la Regione perché si metta fine a questo scempio ambientale. Ricordiamo che la cifra che annunciata 10 milioni, è la stessa messa a disposizione nel Masterplan Abruzzo per il Sir, che fu a suo tempo congelata." spiegano i consiglieri mentre la Di Costanzo aggiunge e ricorda che sia Arta che Ispra, organi preposti per valutare le caratteristiche del sito, hanno dichiarato che l'unica soluzione attuabile è quella della rimozione di tutto il terreno e nel frattempo però nessuno sta programmando altre risorse e ci si limita a investire quelle a disposizione in modo improprio, date le vicinanze con il corso del fiume Saline.

"Nel parere emesso dall’Arta, nel luglio 2020, è esplicitamente riportato che il sito non è idoneo ad ospitare una discarica di rifiuti che peraltro non è da ritenersi adeguatamente isolata dall’ambiente esterno. E che sarebbe pertanto opportuno, in relazione alle problematiche ambientali, alle criticità legate alla stabilità del cumulo di rifiuti e alla possibilità di inondazione ed erosione del terrazzo fluviale, interessato a più riprese da interventi antierosione, che la Regione rivaluti in modo concreto la possibilità di rimuovere i rifiuti dal sito, inviandoli agli impianti di trattamento già presenti e comunque facilmente raggiungibili tramite il vicino casello stradale atteso che i rifiuti indifferenziati non possano essere immessi in nuove discariche senza preventivo trattamento.

E a valle della rimozione dei rifiuti potranno essere ulteriormente indagati i terreni sottostanti le vasche e le aree circostanti. Pertanto piuttosto che sventolare soluzioni inopportune con dispendio di soldi pubblici, si valuti invece di mettere in atto questa ipotesi, che in maniera radicale risolverebbe una volta per tutte i rischi ambientali legati al sito. La scelta tra le soluzioni progettuali, ricordiamo che ne erano state approntate tre a riguardo, non può tenere conto solo di valutazioni economiche, laddove l’investimento non è funzionale alla soluzione”.

I consiglieri d'opposizione poi ricordano anche come la discarica sia parzialmente isolata e ad oggi non vi sono barriere idrauliche per contenere la dispersione degli inquinanti, nonostante i dati Arap che mostrano come, in base alle simulazioni, la contaminazione possa raggiungere i 4 Km a valle arrivando pertanto fino alla linea di costa

"Il bersaglio è quindi sia la risorsa idrica sotterranea, sia, per la migrazione tramite le acque stesse, di tutto il territorio che si estende dal sito di Villa Carmine fino alla costa. Questo significa che l’acqua sotterranea contaminata frammista a percolato di discarica si sta pertanto tutt’ora diffondendo all’esterno del sito nonostante i numerosi solleciti alla risoluzione della problematica, operati nel corso degli anni”.

"Se non si risolve seriamente il problema della discarica di Villa Carmine,come si può parlare di vocazione turistica del territorio e di una sua valorizzazione, se non ci si interessa prioritariamente della sua tutela ambientale?” conclude Bucci assieme agli altri consiglieri:

“Un’amministrazione che ha sul proprio territorio un detrattore ambientale così importante,che inficia sulla qualità delle acque superficiali, che sono la risorsa principale del turismo cittadino, non può in alcun modo avallare con passività e rassegnazione interventi che non sono affatto risolutivi a quella che è una storica emergenza ambientale”.

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