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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Coppia di pescaresi corre ad Ancona per un trapianto ma si perde dopo un guasto all'auto, una donna li salva: «Un angelo a bordo della Clio»

Mille peripezie per arrivare fino all'ospedale di Torrette la sera del 9 dicembre da parte di Emanuela e Fabio, una coppia di Pescara, che vogliono ringraziare la donna che donna che li ha scortati fino a destinazione

Una coppia di pescaresi, Emanuela Fusco e il suo compagno Fabio di 39 anni, hanno voluto ringraziare una donna alla guida di una Renault Clio che la sera del 9 dicembre li ha salvati accompagnandoli nell'ospedale Torrette di Ancona.
Come racconta l'articolo di AnconaToday firmato da Teodora Stefanelli, i due di Pescara hanno dovuto andare di corsa nel capoluogo delle Marche dopo essere stati chiamati per un trapianto di fegato.

«Volevo ringraziare l’angelo sconosciuto che ci ha salvato la sera del 9 dicembre. Non so cosa avremmo fatto senza di lei», dice Emanuela.

Il compagno, a causa di una patologia, è arrivato ad avere la necessità di fare un trapianto di fegato. Dopo tanta attesa, proprio la sera del 9 dicembre quella telefonata è arrivata. All’ospedale di Torrette c’era la possibilità fare l’operazione ma bisognava fare in fretta. «In questi casi», spiega Emanuela, «ci sono tre ore di tempo per presentarsi in ospedale. Siamo partiti a razzo da Pescara, abbiamo mollato tutto e preso la macchina ma, a quattro chilometri dal casello, l’auto ha subito un guasto e si è fermata. Eravamo nel panico. Così abbiamo chiamato il 112 che ci ha messo in contatto con il 118 per inviarci un’ambulanza. Alla fine però l’auto si è riavviata e così siamo ripartiti ma, non essendo pratici della città, ci siamo persi».

Il problema è sorto quando i due navigatori, quello della vettura e quello dello smartphone, davano due percorsi diversi. Alla fine i due pescaresi si sono ritrovati dal lato sbagliato di Ancona e con l’adrenalina a mille: «Siamo finiti dall’altra parte della città, in una struttura alla fine di una lunga salita (Villa Igea, ndr)». Presi dall’ansia di non fare in tempo a rispettare la scadenza i due hanno deciso di fermare un vigilante: «Ho chiesto di aiutarci a trovare quell’ospedale ma lui ci ha risposto che non era compito suo e se n’è andato». Alla fine abbiamo fermato una ragazza, a bordo della sua Renault Clio color argento. «Ci ha visti in preda al panico e ha detto che non ci avrebbe lasciato andare così. In pratica si è messa davanti con l'auto per scortarci fino a Torrette. Un angelo in terra. A lei vanno tutte le preghiere della nostra famiglia. La vorremmo ringraziare con il cuore ma non sappiamo il suo nome, senza di lei oggi Fabio non avrebbe fatto l’operazione e chissà cosa sarebbe accaduto».

Il giorno dopo Fabio è stato operato nel nosocomio dorico. «Ci saremmo dovuti sposare proprio quel giorno. Ma va benissimo così». Ora il 39enne si trova ancora in ospedale ed è stato sottoposto a una cura farmacologica perché presenterebbe dei segni di rigetto «ma», dice la donna, «i dottori sono fiduciosi. Speriamo vada tutto per il meglio».  

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