Coppia pescarese bloccata a Cuba per il Covid dal 19 marzo, il volo c’è ma fino a Francoforte

Il problema sarebbe infatti che, una volta arrivati in Germania, il prossimo viaggio utile per l’Italia ci sarebbe cinque giorni dopo

Ci sono novità per la coppia pescarese bloccata a Cuba dal 19 marzo scorso a causa dell’emergenza Covid-19 (Coronavirus).
Anastasia Benotti e suo marito Melvin Ramirez potrebbero ripartire dall'Avana il 4 giugno con un volo messo a disposizione dalla Farnesina per gli italiani di rientro dall’estero ma potrebbero rimanere bloccati, questa volta, a Francoforte.

Il problema sarebbe infatti che, una volta arrivati in Germania, il prossimo viaggio utile per l’Italia ci sarebbe cinque giorni dopo.

E la condizione dei due coniugi diventerebbe più complicata in quanto la Germania non permette, in questo momento, agli stranieri di rimanere sul proprio suolo. Insomma una storia che sembra essere senza fine quella della pescarese Anastasia che è partita alla volta di Cuba, come ogni anno, per far visita alla famiglia del marito di origini cubane e da dieci anni cittadino italiano.

«Stiamo cecando di trattare con l’ambasciata», racconta Anastasia, «affinché ci rilasci un documento per poter soggiornare cinque giorni a Francoforte in attesa del volo di rientro in Italia. Mi auguro che questa sia la volta buona ma sono davvero stanca e provata. Qui la situazione è al limite del vivibile. Mancano beni di prima necessità e spesso non riusciamo a effettuare due pasti al giorno. Gli stranieri non possono uscire per strada, così come gli anziani e i bambini, e questo aggrava la possibilità di reperire cibo. Fortunatamente la famiglia di mio marito divide la spesa con noi ma molto spesso è insufficiente per far fronte alle esigenze dell’intero nucleo familiare. Sono debilitata e non riesco nemmeno più a fare un po’ di attività fisica».

La coppia si trova sul territorio cubano dal 22 gennaio e, dopo l’annullamento del volo di rientro previsto per il 19 marzo, ha cercato di acquistare un altro viaggio. Nonostante i prezzi esorbitanti, i due decidono con i propri risparmi di prendere i biglietti per un volo che sarebbe dovuto partire il 12 giugno ma anche questo tentativo è andato vano poiché la tratta è stata cancellata. E così Anastasia e Melvin si ritrovano senza biglietti e senza soldi, in terra straniera. “In questi mesi – dice Anastasia – abbiamo monitorato i pochi voli di rientro disponibili ma i prezzi erano esorbitanti e la nostra condizione non ci ha permesso di poterli acquistare. L’ambasciata ha messo a disposizione un prestito per l’acquisto dei biglietti da restituire entro tre mesi dall’erogazione. Ho avuto paura di non poter ridare indietro i soldi». «Il prestito – aggiunge -  è valido anche per il viaggio L’Avana - Francoforte del 4 giugno, se mai riusciremo ad acquistarlo, e l’ambasciata ci coprirà sempre con prestito il costo del soggiorno in Germania nell’attesa del rientro in Italia. Ma sinceramente ho il timore che, una volta tornata a casa, non riesca a ripagare il debito, io e mio marito non abbiamo lavori stabili e questo rappresenta un grosso problema».

"Quedate en casa", questo è il monito, racconta Anastasia, che il governo cubano sta utilizzando con i suoi cittadini da tre mesi. Oltre alla carenza di cibo, per il quale la popolazione fa lunghe file di attesa spesso senza successo, c’è scarsità di carburante e i mezzi pubblici sono bloccati.

«Ho paura di uscire», dice la pescarese, «cerco di non parlare in italiano e di mimetizzarmi. Adesso qui, dopo il primo periodo di stretta emergenza, c’è la caccia agli asintomatici. La gente ha la fobia di venire a contatto con persone che non hanno manifestato i sintomi del virus e non vorrei, essendo straniera, essere additata come possibile untrice».  

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Alla domanda qual è la prima cosa che farà, una volta rientrata a Pescara, Anastasia dice con un pizzico di emozione di voler riabbracciare sua nipote che due giorni fa ha compiuto 9 anni. «E poi dopo aver rivisto la mia famiglia che mi manca da morire, una bella pizza ci sta tutta».

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