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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Burocrazia poco chiara e lavoratori assenteisti: la storia paradossale di un imprenditore pescarese

Un imprenditore pescarese, Graziano D'Agostino, titolare di una cooperativa, è finito in un vero e proprio "baratro" burocratico che lo ha portato ad avere migliaia di euro di debiti con l'Inail e l'impossibilità di poter lavorare serenamente

Un vero e proprio "baratro" burocratico, un limbo nel quale un imprenditore pescarese, Graziano D'Agostino, sembra davvero non riuscire ad uscire.

Una vicenda paradossale quella del titolare di una cooperativa, che si è ritrovato con un debito di quasi 100 mila euro nei confronti dell'Inail e Inps per dei presunti contributi non versati, senza poter però lavorare regolarmente ed accettare nuove commesse, in quanto impossibilitato ad assumere nuovo personale a causa del DURC bloccato.

Tutto ha inizio nel settembre 2010, quando a causa della crisi avvia la Cassa Integrazione in Deroga. Per i lavoratori, che sono anche soci della cooperativa vista la natura giuridica dell'azienda e non semplici dipendenti, secondo l'Inail il titolare deve pagare il premio in forma ridotta anche se i lavoratori restano a casa senza lavorare, e qualora vengano chiamati per delle giornate di lavoro, non coprirebbe eventuali infortuni.

A complicare le cose, è la mancanza di una legislazione chiara in merito ai contributi da versare durante la cassa integrazione per le cooperative. L'unico regolamento vigente sembra essere una legge che risale al1987. La situazione diventa ancora più grave e paradossale, se si considera il fatto che i circa 50 dipendenti soci, ogni volta che il titolare li chiamava per una giornata di lavoro, si rifiutavano di presentarsi al lavoro, con scuse di vario genere o senza dare particolari spiegazioni.

Una situazione che messo in ginocchio l'imprenditore che, a causa del DURC bloccato, non può procedere a nuove assunzioni e quindi è stato costretto a rinunciare a molte commesse lavorative con un danno ingente per le casse dell'azienda.

D'Agostino ha informato tutti gli Enti competenti, dall'Inail di Roma e Pescara, all'Inps, all'Ispettorato del Lavoro. Inizialmente gli era stato detto che non avrebbe dovuto pagare quei contributi, ma ora si è ritrovato una cartella da decine di migliaia di euro. "Se andassi in causa, mi è stato detto che probabilmente la vincerei senza problemi, ma visti i tempi della giustizia civile, ci vorrebbero quasi 20 anni" dichiara con frustrazione l'imprenditore.

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