Cronaca

Permessa la riapertura del bar di San Donato ma confermato il sequestro dell’area adibita a scommesse

Dalla questura di Pescara fanno sapere come il locale abbia potuto riaprire solo l'attività di bar e non quella relativa alla raccolta delle scommesse

Confermato il sequestro dell’area adibita a scommesse abusive con il solo permesso di riaprire l’attività di bar per un locale di San Donato a Pescara che era stato chiuso lo scorso 5 maggio dopo i controlli.
Ieri, martedì 18 maggio, la squadra di polizia amministrativa ha dato esecuzione alla revoca del sequestro preventivo dell’area  adibita a bar (bancone, cassa, tv)  di un locale del rione San Donato. 

Lo stesso era stato posto sotto sequestro preventivo lo scorso 5 maggio, come riferiscono dalla questura, perché il titolare sarebbe stato trovato a esercitare l’illegale attività di raccolta scommesse, del tutto vietata in loco, in quanto situata nei pressi di siti sensibili e, quindi assolutamente vietata dai Dpcm  e dai decreti legge relativi al contenimento della pandemia da Covid 19.

Gli esercenti sono stati rimessi in condizioni di poter riaprire esclusivamente il bar senza l’uso dei congegni telematici, computer, video, elaboratori dati e sale slot usati per l’esercizio abusivo delle raccolte scommesse finora accertate e per cui sono ancora in  corso indagini da parte della locale Procura della Repubblica, della polizia amministrativa e dell’Agenzia dei Monopoli, come aggiungono dalla questura.

«Giova precisare comunque», si legge in una nota della questura, «che l’esercizio è stato sottoposto a controllo nell’ambito di quelli disposti per il contenimento Covid 19. Nel mese di dicembre, infatti, il locale è stato contravvenzionato perché trovato aperto e  sorpreso a somministrare bevanda alcolica a due avventori. Per la suddetta violazione il titolare è stato sanzionato amministrativamente con la contestuale chiusura per 5 giorni, come accaduto per tutti gli altri locali sorpresi ad operare in violazione delle vigenti normative. Dal controllo successivo della documentazione acquisita, eseguito dalla squadra amministrativa della questura è stato accertato che all’interno del locale vi erano videolottery senza autorizzazione comunale, non era esposta la Scia e i terminali video erano a disposizione dei clienti per le scommesse in violazione dell’articolo 110 comma 9 Tulps».

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