Angelo Mosca espone a Città Sant'Angelo con "La mia Chieti (ovvero delle origini)"

Angelo Mosca – La Mia Chieti (ovvero delle origini) a cura di Daniela Pietranico dal 24 Marzo al 28 Aprile.  

Inaugurazione Sabato 24 Marzo 2018

ore 18.30 Presentazione catalogo (Collana Pondus 100 Copie, progetto ideato da Massimo Kaufmann e Silvia Barbieri) a cura di Alberto Mugnaini, con testi di Angelo Mosca, Alberto Mugnaini e Daniela Pietranico, 2018.

ore 21.30 Performance THE KING TONGUE (blues/post rock/punk band): Bruno Cover (batteria, percussioni), Gino Lucente (chitarra e voci), Michele Robecchi (chitarra, voci, armonica)

La scheda della mostra

"La mia Chieti (ovvero delle origini)" è il nome del ciclo pittorico che Angelo Mosca dedica alla sua città natale, Chieti, dove è nato il 24 marzo del 1961. Questo ciclo raccoglie 15 dipinti ad olio alcuni su tela, altri su carta, realizzati dall'artista nel corso del 2015 a Londra, nel suo studio all'East End. Egli qui ha vissuto e lavorato per quindici anni e questo luogo ha rappresentato per lui una tappa fondamentale nel percorso di crescita personale ed artistica che ha intrapreso.

Artista e intellettuale cosmopolita, curatore e propulsore di dibattiti, Angelo Mosca affronta in questa mostra dal sapore intimo un tema a lui molto caro, quello delle proprie origini culturali e della propria educazione sentimentale e visiva. Continuamente in movimento, e avendo vissuto per molto tempo in diverse metropoli europee e non, lo sguardo di questo pittore nei confronti della propria città è disincantato ma vivido: i ricordi di bambino e adolescente che ripropone affermano un senso di appartenenza ad una realtà urbana che nel passato vissuto dall'artista era viva e brulicante di esperienze di vita e che ora invece è in uno stato di dissolvenza e quasi abbandono.

Nonostante le traslucenze e le sovrapposizioni di tinte chiare e morbide a segni forti e decisi, si evince chiaramente in questi quadri (grazie anche alla precisione con cui nella didascalia l'autore individua geograficamente i luoghi ritratti) la struttura architettonica di edifici e panorami urbani che hanno segnato in maniera indelebile la sua mente così come la luce impressiona la pellicola. Linee e prospettive antiche riproposte con un linguaggio, quello pittorico di Mosca, che non è mai nostalgico ma provocatoriamente di denuncia di una precisa situazione culturale che l'artista non può accettare.

Chieti è una città ancor più antica di Roma. Strato su strato, come in molte altre città italiane preromaniche, passeggiando tra le vie semi deserte, possiamo sentire la storia pulsare sotto i piedi e vedere chiaramente come il passato, epoca dopo epoca, ha creato luoghi e realtà architettoniche che hanno rivestito un ruolo fondamentale per gli uomini che la abitavano, definendone l'identità per secoli ma che ora sono come ombre di ciò che furono, vuoti di contenuti ma pieni di memoria.

Angelo Mosca ne 'La mia Chieti (ovvero delle origini)' ripercorre “luoghi e situazioni che gli appartengono profondamente, storicamente e ancestralmente”, come afferma nel testo Tutto in una notte che accompagna il catalogo edito da Collana Pondus, e li descrive con occhi velati di tenera malinconia ma con l'intento di portarci a riflettere sul rapporto esistente tra la nostra identità reale, le nostre radici e il nostro territorio.

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