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Ristori regionali, Saraceni (Cna) contro replica all'assessore D'Amario: "Sui tempi di erogazione nulla dice"

Saraceni contesta a D'Amario di non aver detto nulla sui tempi di erogazione dei ristori nella sua nota con la quale rispondeva alle domande dell'associazione di categoria

Arriva puntuale la contro replica di Savino Saraceni, presidente di Cna Abruzzo, all'assessore regionale alle Attività Produttive, Daniele D'Amario sulla questione dei ristori alle imprese.
Saraceni contesta a D'Amario di non aver detto nulla sui tempi di erogazione dei ristori nella sua nota con la quale rispondeva alle domande dell'associazione di categoria.

«Ci siamo limitati a chiedere al governo regionale di procedere alla rapida liquidazione dei fondi destinati alle imprese abruzzesi, senza offendere nessuno», dice Saraceni, «noi non vogliamo alimentare polemiche, siamo mossi solo dall’intenzione di difendere il mondo stremato della micro impresa: ma sta di fatto che alla nostra richiesta di citare date precise entro cui saranno erogati i contributi promessi, la giunta regionale non risponde».

Poi il presidente dell'associazione di categoria aggiunge: «Libero di bollare come crede le nostre parole, D’Amario ha invece il dovere di spiegare come e quando le migliaia di pratiche giacenti negli uffici saranno erogate, al di là di espressioni di circostanza come “massimo impegno per la liquidazione dei contributi". Impegno del personale della Regione di cui non abbiamo motivo alcuno per dubitare, che si lavori o meno in presenza: ma ci chiediamo se gli organici dedicati siano stati adeguati all’emergenza, ovvero al numero di richieste da soddisfare, come invece ha fatto la Fira. E se si sia tenuto conto della stringente necessità di procedere in tempi celeri alla liquidazione delle somme inserite nella prima tranche dei provvedimenti denominati “Cura Abruzzo 1 e 2” varati in estate, visto il dramma sociale che in corso. Infine, nel momento in cui si cita come termine di paragone la Lombardia come Regione di riferimento per la quantità di ristori messi a disposizione, allora è bene anche far sapere alle imprese e all’opinione pubblica che la Giunta Fontana ha stabilito un limite di trenta giorni per la loro effettiva liquidazione dal momento di presentazione delle domande».

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