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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Economia

L'allarme di Confindustria Chieti Pescara: "I rincari delle bollette frenano la ripresa post Covid"

Il presidente Silvano Pagliuca chiede un intervento per scongiurare il rischio ulteriore di chiusure e fallimenti delle aziende

Serve un intervento per arginare il caro bollette che rischia di mettere ulteriormente in ginocchio le imprese e bloccare la ripresa post Covid. Lo ha detto il presidente di Confindustria Chieti Pescara  Silvano Pagliuca che commenta il caro energia che rischia di avere ripercussioni gravi sulle attività produttive, con alcune attività che hanno deciso di prolungare la chiusura natalizia in quanto non conviene produrre in questo momento vista l’incidenza della componente energia sul conto economico è passata dal 10-15% a oltre il 50%.

"Anche perché c’è una concorrenza estera che si avvantaggia di costi molto inferiori: si pensi che negli Stati Uniti il gas costa circa 11 dollari per megawattora, a fronte degli 87 euro necessari in Italia. In Asia si ricorre ancora prevalentemente al carbone, che costa molto meno, oltre a inquinare di più. Alcune aziende abruzzesi poi sono ricorse alla CIGS per crisi Aziendale a causa di risoluzioni contrattuali unilaterali da parte di alcuni fornitori di energia elettrica e gas per eccessiva onerosità sopravvenuta. Le aziende stanno sì ricevendo dai fornitori offerte di mantenimento dei contratti in essere ma con aumenti di prezzo tali da comportare per le imprese costi extra, insostenibili. Offerte che, quindi, se accettate, eroderebbero ogni speranza di margine annuale in un solo mese e, di conseguenza, farebbero irreversibilmente perdere alle aziende la continuità aziendale, con disgregazione in pochi mesi dell'intero patrimonio netto. Se la situazione perdura, prevediamo che le attività di queste aziende potrebbero essere definitivamente sospese nel giro di 6 mesi. Chiediamo alle istituzioni che si faccia tutto il necessario per garantire alle imprese di poter continuare a dare occupazione e far crescere l’economia del territorio.”

La sezione energia di Confindustria Chieti Pescara aveva gia ad ottobre 2021 scritto alla Regione per chiedere azioni di indirizzo sul tema, alla luce anche del Pnrr Abruzzo e del documento “Abruzzo prossimo” contente le linee di indirizzo strategico per lo sviluppo sostenibile e l’integrazione dei fondi europei 2021-2027 predisponendo strumenti per riuscire realmente a ridurre le emissioni di carbonio in favore delle fonti rinnovabili come il bando Por Fesr 2014/2020 al quale hanno risposto oltre 300 imprese:

“Come Confindustria Chieti Pescara abbiamo chiesto in passato e chiediamo ancora di investire nuovamente sull'efficientamento energetico mettendo a disposizione ulteriori risorse in modo da permettere lo scorrimento della graduatoria del bando suindicato. Proprio in un momento in cui da una parte si ricerca energia pulita e dall’altra si cercano soluzioni all'aumento dei costi energetici, imprese e occupazione grazie alle risorse del PNRR potrebbero ricevere un incentivo verso il risparmio energetico e la crescita sostenibile. Abbiamo chiesto agli uffici regionali di competenza di attivarsi per riuscire a reperire le risorse per finanziare tutte le istanze, soprattutto sulla linea 3 dove i progetti di investimento per la realizzazione ed installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per l’efficientamento energetico di edifici e sedi di attività produttive ci sono già. Questo shock energetico è un problema non solo per le grandi aziende ma per intere filiere. Il rischio è che le aziende spostino la produzione. Pensiamo solo che il costo dell’energia per le imprese, a livello nazionale, nel 2019 era di 8 miliardi, nel 2021 di 20 e la previsione per il 2022 è di 37miliardi. Ci uniamo pertanto all’appello di Confindustria: servono interventi congiunturali ma anche strutturali di medio termine”.

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