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Nel 2020 cala di 541 milioni l'export abruzzese, tengono solo il comparto farmaceutico e l'elettronica

Il Pescarese mostra invece un incremento del fatturato assieme all'Aquilano, che fa da traino per tutta la regione grazie al boom del farmaceutico

Il 2020 segna un calo di 541 milioni di euro di fatturato in Abruzzo per l'export. Lo ha fatto sapere la Cna con lo studio di Aldo Ronci che ha riguardato l'andamento delle esportazioni nel primo anno di pandemia Covid. A limitare le perdite per tutto il territorio regionale è l'Aquilano, grazie al boom del settore farmaceutico con un dato che comunque per l'Abruzzo è il peggiore degli ultimi 5 anni con una flessione del 6,2%, anche se sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale del 9,7%.

Il fatturato complessivo per l'export è stato nel 2020 di 8 miliardi e 171 milioni di euro contro 8 miliardi e 712 milioni di euro dell’anno precedente. Oltre al farmaceutico, anche l'elettronica tiene mentre a livello territoriale solo il Pescarese a parte la provincia dell'Aquila, ha il segno positivo con una crescita di 25 milioni di euro, pari ad un + 5,2%. Male il settore delle automotive soprattutto nel Chietino. Calo di 212 milioni anche nel Teramano a causa del crollo delle vendite verso l'estero del settore abbigliamento.

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