Venerdì, 17 Settembre 2021
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Penne, il Pdl attacca governo D'Alfonso per scelta aliquote Imu

L'aumento al 10.6 per mille dell'aliquota imu sulla seconda abitazione decisa dal governo pennese del sindaco Rocco D'Alfonso non è affatto piaciuta al coordinatore del pdl locale Antonio Baldacchini

«L’esclusione dell’aliquota agevolata per la seconda abitazione per chi, ad esempio, abbia concesso l’immobile in comodato d'uso a un parente entro il primo grado (da padre in figlio o da figlio a genitore) o per quelle nelle cui pertinenze viene esercitata un'attività artigiana, rappresenta un grave errore politico della maggioranza di centrosinistra. Scelta che, purtroppo, è destinata a trascinare molte famiglie pennesi nel baratro del dissesto finanziario».

Lo sostiene il Coordinatore cittadino del Pdl, Antonio Baldacchini, che torna a commentare l’approvazione del regolamento Imu di Penne. «In altre città – prosegue il coordinatore cittadino del Pdl – i sindaci hanno previsto aliquote agevolate sulla seconda casa: a Reggio Emilia, il primo cittadino Del Rio, nonché Presidente dell’Anci, ha previsto una aliquota agevolata dell’8,6 per mille per chi concede l’immobile a titolo gratuito a parenti di primo grado; Pescara, invece, sempre per il caso analogo, ha scelto il 7,6 per mille o il 5 per mille di Ascoli Piceno.

A Penne, invece, la maggioranza del sindaco Rocco D’Alfonso, che aveva annunciato di tutelare le categorie deboli, ha deciso di accanirsi contro le famiglie con un bastone: aliquota massima e senza agevolazioni (10,6 per mille) sulla seconda abitazione. Penne non è una città turistica dove le famiglie acquistano la seconda casa per le vacanze. Si colpiscono così sempre gli stessi: operai, artigiani e pensionati».

Il Vice Coordinatore del Pdl di Penne, Camillo Savini, punta sulla massa debitoria che, il revisore contabile del Comune, Emilio Marzetti, ha accertato nella relazione al bilancio: «I debiti di funzionamento al primo gennaio 2011 si sono attestati a quota 5.581.064, 15 euro, a fine anno toccano invece i 6 milioni 214 mila 537 euro, pagati solo in parte: un dato che smentisce, dunque, l’Assessore comunale al Bilancio, Valeria Di Luca, secondo cui ci sarebbe stato un risanamento del bilancio. Fornisce solo informazioni fuorvianti, come del resto è abituata a fare la sua maggioranza».

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