Domenica, 14 Luglio 2024
mobilità Pineta Dannunziana

Odoardi (Epcm) sul tratto nella pineta della nazionale adriatica sud: "Molto pericolosa per l'utenza debole"

Giancarlo Odoardi, Esperto promotore mobilità ciclistica (Epmc) pone alcune riflessioni riguardanti la sicurezza nel tratto della nazionale adriatica sud che si trova all'interno della pineta dannunziana

Nonostante presto verrà dismessa, via nazionale adriatica sud nel tratto che attraversa la pineta dannunziana è stata e resta un'arteria molto pericolosa per l'utenza debole. A dirlo Giancarlo Odoardi, Esperto promotore mobilità ciclistica (Epmc)  che pone alcune riflessioni riguardanti anche il limite di velocità a 30 km/h.

"Non appena aperto l’ultimo tratto del pendolo, in parte coincidente con via Pantini, sempre all’interno dell’area protetta, sarà interdetta al traffico veicolare e credo riconvertita ad uso, suppongo, sentieristico tipo “greenway”. Oggi però svolge ancora la sua robusta funzione di collegamento stradale tra due città e da tanti anni viene percorsa da autoveicoli, moto, bus, camion, ed anche biciclette. Ma anche da pedoni e disabili. Non vi sono marciapiedi e appena si notano sbiadite linee che delimitano le corsie di marcia. Nella zona più prossima al confine con la Provincia di Chieti, si affianca alle rampe di accesso e uscita della circonvallazione: anche questa a breve verrà rimossa. Ciò su cui l’immagine mi fa riflettere, di un disabile motorio accompagnato da una donna e che colgo per per l’ennesima volta, è che lungo questo asse stradale, che collega Pescara a Francavilla, il passaggio dell’utenza vulnerabile è praticamente interdetto. Chi si avventura lungo una via come questa in cui l’incolumità fisica è a rischio altissimo e il tema della sicurezza risulta essere mai seriamente affrontata da nessuna amministrazione?"

Odoardi prosegue:

"Una curiosa testimonianza in tal senso viene dal fatto che di frequente vengono chiusi i cancelli dell’area protetta per preservare la vita dei cittadini dal rischio di caduta alberi quando invece la pericolosità maggiore la si riscontra lunga questa trafficatissima strada dove avvengono in continuazione incidenti, anche mortali! Perché questa stridente condizione di disparità di valutazione sfugge all’analisi di chi governa e dispone l’uso dei luoghi pubblici? Qui il limite di velocità è di 50 km/h. Curiosamente quando verrà aperta la nuova via, il pendolo, tutti scopriranno la presenza del limite ribassato di 30. A leggere una recente direttiva del MitT, che spiega gli ambiti di applicazione del limite 30, si scopre che dove non ci sono marciapiedi, la situazione attuale di via Nazionale Adriatica sud, il limite restrittivo può essere adottato, mentre la presenza di spazi riservati ai pedoni non lo rende superfluo. Eppure sul Pendolo, con i marciapiedi, i cartelli ci sono già. Certo è che su un lungo tratto di via Nazionale Adriatica sud la carrozzina del disabile e l’accompagnatrice sfileranno sempre a 5 km/h, con il rischio che siano loro, per la bassa velocità, come ricorda la Direttiva richiamata, a creare condizioni di pericolo per tutti gli altri utenti. Si, quelli motorizzati."

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