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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia

'Women do', un progetto per formare 15 donne disoccupate

L'iniziativa, soggetta a crowdfunding, entra nel vivo. Ieri in Provincia la Commissione per le pari Opportunità ha incontrato una delegazione dell'Arci per illustrare meglio gli obiettivi e le finalità

Il progetto 'Women do' entra nel vivo. Ieri in Provincia la Commissione per le pari Opportunità ha incontrato una delegazione dell'Arci per far conoscere l’iniziativa, destinata a formare 15 donne, anche organizzate in piccoli gruppi, disoccupate e over 35, avviando iniziative di animazione territoriale e comunicazione, un corso di formazione ed educazione finanziaria, previdenziale, assicurativa e di amministrazione e contabilità aziendale di base.

Spiega la referente dell'Arci Pescara, Gianna Marcasciano:

“Un progetto che, nell'utilizzare la risorsa Impatto+, vuole creare strumenti di inclusione, autonomia e opportunità per le donne, focalizzando l’attenzione sul bisogno che più di ogni altro emerge dai territori: l’inserimento lavorativo. Particolare attenzione viene data alle donne, non più giovanissime, che sono fuori o sono fuoriuscite dal mercato del lavoro e che faticano a rientrarci. Finalità è migliorare l’accesso delle donne ai servizi e prodotti finanziari esistenti; creare un modello operativo tra gli stakeholder per mettere a sistema servizi e prodotti finanziari esistenti; favorire l’avvio di attività e progetti imprenditoriali a gestione femminile”.

“Women do” si basa su un sistema di crowdfunding: fino al 31 gennaio si potrà contribuire aderendo con una donazione finanziaria. Soddisfatta la Presidente della Commissione Pari Opportunità, Romina Di Costanzo:

“Ridurre il divario nell'accesso ai servizi finanziari e nell'emancipazione economica è il primo tassello per garantire una maggiore autonomia della donna, contribuendo a ridurre il gender gap rispetto alle competenze finanziarie. Un divario tra uomini e donne, spesso determinato da una minore conoscenza delle donne rispetto ad alcune materie, cui va ad aggiungersi una sorta di ‘underconfidence’, ovvero una minore fiducia femminile nella propria preparazione”.

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