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Vendita Brioni, D’Addazio (Femca-Cisl): “L’azienda non ne parla”

Abbiamo sentito il rappresentante sindacale Femca Cisl, Leonardo D'Addazio, sul passaggio del marchio Brioni in mano ai francesi della Ppr. Il sindacalista Cisl ci ha parlato anche della situazione presente e passata dell'azienda

Abbiamo sentito il rappresentante sindacale Femca Cisl, Leonardo D’Addazio, sul passaggio del marchio Brioni in mano ai francesi della Ppr. Il sindacalista Cisl ci ha parlato anche della situazione presente e passata dell’azienda sartoriale pennese.

Come sta evolvendo la trattativa con i francesi della Ppr?

La dirigenza non conferma e non smentisce, semplicemente non ne parla. Le notizie che sono in nostro possesso arrivano da indiscrezioni di vario genere.

Su quali punti si batterà la Cisl per garantire il futuro dei lavoratori?

La Femca-Cisl in questi ultimi anni ha aumentato la sua presenza in maniera esponenziale diventando il sindacato con più eletti nelle rappresentanze sindacali unitarie e garantendo una presenza assidua sul territorio. Impegno che continuerà ad avere soprattutto in questi periodi.

Ci batteremo per mantenere i livelli occupazionali che grazie alla professionalità altissima dei lavoratori dei cinque stabilimenti della provincia di Pescara,avremo la possibilità di difendere, con la prospettiva di tornare a crescere sotto questo profilo. Da non trascurare ci sarà sicuramente l'aspetto salariale, attraverso i rinnovi dei contratti integrativi per dare respiro alle famiglie che ormai da più di due anni fanno i conti con la cassa integrazione (me compreso).

Anche lei come Ronca (Filt-Cgil) vede di buon occhio il passaggio di mano a Henry Pinault?

Difficile esprimere un parere su un aspetto che si conosce ancora marginalmente. I termini dell'accordo preliminare firmato venerdì dalle parti interessate non sono ancora ufficiali.

Le scorse acquisizioni da parte del gruppo Pinault (Gucci,Bottega Veneta, Puma ed altri) lasciano ben sperare per il futuro della Brioni. Se la trattativa dovesse concludersi con l'acquisizione di Brioni da parte di PPR l’azienda potrebbe avere benefici.

La Brioni, pur essendo un'azienda leader mondiale nel suo settore, è riuscita a mantenere negli anni passati un rapporto quasi famigliare con i suoi dipendenti. Quali cambiamenti prevede se dovesse arrivare Pinault?

L’azienda ha da sempre creato un clima familiare, ma non sempre questo è stato un bene. La Brioni ha uno stile unico al mondo dal punto di vista livello organizzativo e produttivo. L’elevata qualità della produzione ha permesso alla Brioni di elevarsi ad azienda leader nel settore del lusso.

Data la crisi economica mondiale, è assurdo ipotizzare che i francesi adottino dei tagli drastici del personale in Brioni?

Non rientra nello stile di Pinault tagliare il personale. Noi ci aspettiamo, nel caso dovesse andare in porto l'operazione, degli investimenti mirati ad aumentare il livello occupazionale nel territorio vestino. La Brioni, dopo un biennio di sofferenza (2008-2009), ha fatto registrare nel 2010 un aumento di fatturato di circa il 10% e anche nel primo semestre del 2011 sta confermando questa tendenza.


Attualmente in Brioni si utilizza ancora cassa integrazione, ed è aperta una procedura di mobilità volontaria che si concluderà il 31/12/2011. Siamo convinti che almeno per ciò che riguarda il formale (Penne), panorama internazionale permettendo, dal 2012 l'utilizzo della cassa integrazione sarà marginale o del tutto azzerata.

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