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Ryanair lascia l'aeroporto di Pescara, a rischio 600 posti di lavoro in tutta Italia

Sarebbero motivazioni di carattere finanziario a livello di gestione nazionale quelle che hanno spinto la Ryanair a chiudere le basi di Pescara ed Alghero e ridurre sensibilmente anche il numero di voli negli aeroporti regionali

Duro attacco da parte di Ryanair, con il direttore commerciale David O'Brien, al Governo ed all'Alitalia durante la conferenza stampa in cui è stata annunciata la chiusura di due basi, quella di Pescara oltre ad Alghero, e la riduzione drastica dei voli negli aeroporti regionali con la concentrazione invece delle attività e delle risorse umane nei grossi scali di Roma e Milano.

Alla base della decisione, l'aumento delle tasse aeroportuali da 6,5 a 9 euro, con il taglio di 600 posti di lavoro e la perdita di 800 mila clienti.

O'Brien ha sottolineato come gran parte delle tasse incassate vadano a finire nel fondo di tutela degli ex dipendenti Alitalia colpiti dagli esuberi degli scorsi anni, e per questo la compagnia low cost irlandese ha deciso di interrompere gli investimenti sul nostrto territorio.

"Questo aumento della tassa danneggera' seriamente il turismo italiano, particolarmente negli aeroporti regionali dove la Ryanair porta milioni di visitatori ogni anno, contribuendo all'economia locale per milioni di euro attraverso turisti che spendono molto, supportando migliaia di posti di lavoro" ha dichiarato il manager di Ryanair, auspicando che il Governo elimini questo aumento, prerogativa che potrebbe permettere di riaprire una trattativa e forse scongiurare la chiusura delle due basi. A Roma, invece, saranno attivate quattro nuove rotte.

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