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Occupazione in Abruzzo, Uil: dati ancora in rosso

Uil Abruzzo ha diffuso una nota nella quale illustra la situzione occupazionale nella nostra regione. In base ai dati contenuti nel report il tasso di disoccupazione è tornato sopra la media nazionale

Uil Abruzzo ha diffuso una nota nella quale illustra la situazione occupazionale nella nostra regione. In base ai dati contenuti nel report il tasso di disoccupazione è tornato sopra la media nazionale, sia pure di poco, mentre il tasso di attività è sceso più che nella media nazionale, segno che il fenomeno dello scoraggiamento nella ricerca del lavoro pesa in Abruzzo in modo particolarmente significativo.

Per quanto riguarda il rapporto tra il numero di cassaintegrati e quello degli occupati, che è la seconda più significativa d’Italia, indica che il lavoro in Abruzzo è un problema estremamente serio.

L'analisi di Uil Abruzzo evidenzia tre popoli in difficoltà con il lavoro nella nostra regione: i disoccupati, gli scoraggiati e i cassaintegrati. La ripresa nazionale, quindi la fine della recessione, non marcia necessariamente insieme all'occupazione, spiega Uil Abruzzo commentando i dati. L’esito più probabile se non riusciamo ad intervenire in modo significativo, attraverso investimenti, incentivi all’occupazione stabile, formazione e riforme sarà il passaggio dalla fase acuta a quella cronica della crisi, con persistenza delle difficoltà occupazionali, prevede Uil Abruzzo. Si tratta di trovare una strada tra rigore e crescita, in Abruzzo come nel resto del Paese, auspica Uil Abruzzo. Ecco alcuni dati sull'occupazione della nostra regione: In Abruzzo, nel 2008 lavoravano 518mila persone; 498mila nel I trimestre del 2011: 20mila in meno.

L’Abruzzo ha perso a causa della crisi il 3,8% dei suoi occupati. La provincia che ha perso più occupati è Chieti, seguita da Pescara. In Abruzzo, i disoccupati nel 2008 erano 36.000, nel I trimestre 2011, sono saliti a 48.000, 12mila in più. Il tasso di disoccupazione in Abruzzo è dell’8,8, di poco superiore a quello medio nazionale (8,6). Il tasso di attività in Abruzzo è sceso tra il 2008 e il I trimestre 2011 di di 2,8 punti (dal 75,1 al 72,3).

L’Abruzzo è ancora oggi al vertice della classifica nazionale per impatto di cassa integrazione, con il 3% degli occupati in cassa, secondo posto dietro il Piemonte (4,3) e davanti a Sardegna (2,7).

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