Federalberghi e Contribuenti Abruzzo sull'ultimo Dpcm: "Danno gravissimo per il settore congressuale e convegnistico"

A dirlo sono Adriano Tocco, vice presidente provinciale per Pescara di Federalberghi e presidente della commissione Turismo del Comune di Montesilvano, e Donato Fioriti, presidente dell'associazione Contribuenti Abruzzo

foto di repertorio

«L'ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, crea un danno gravissimo per il settore congressuale e convegnistico».
A dirlo sono Adriano Tocco, vice presidente provinciale per Pescara di Federalberghi e presidente della commissione Turismo del Comune di Montesilvano, e Donato Fioriti, presidente dell'associazione Contribuenti Abruzzo.

Tocco e Fioriti esprimono «sconcerto e pieno disappunto» sull'ultimo Dpcm che «sono  sospese  tutte le attività convegnistiche  e  congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgeranno con modalità a distanza»: «Il settore congressuale e convegnistico subirà un danno gravissimo e affonderà ancora di più». 

Questo quanto dichiara Tocco: 

«In questo periodo dell’anno i convegni e i congressi delle varie tipologie (aziendali, sindacali, federazioni, politici, medici, associazioni, religiosi etc.) rappresentano per la maggior parte degli hotel l’unica attività che permette di tenere almeno alcune strutture aperte, garantendo posti di lavoro. Dopo l’emanazione di tale decreto è inevitabile  la chiusura, per non aggravare il quadro economico aziendale, già fortemente compromesso dal  lockdown di primavera». 

«Nel Dpcm Conte», aggiunge Fioriti, «non appare equilibrato il concetto secondo il quale le sale bingo e da gioco possono restare aperte, mentre congressi sindacali, associativi, religiosi, oppure convegni culturali e sociali, magari corsi di formazione professionale etc.,non si possono realizzare. Davvero il gioco ha più importanza ed è degno di maggior tutela rispetto alla cultura, ai congressi, ai convegni? Davvero l’indotto economico che crea il mondo congressista e convegnistico è tanto inferiore a quello delle case da gioco, dove forse qualche famiglia o qualche pensionato rischia pure di depauperare il proprio reddito in modo preoccupante?». 

A concludere è Tocco: «Leggi e norme vanno rispettate e la salute pubblica è e rimane al primo posto. Tra l’altro la categoria degli albergatori ha sempre rispettato alla lettera tutti i protocolli di sicurezza anticovid. Però, leggendo tra i vari articoli, non si comprende la differenza di trattamento rispetto ad altre categorie vengono giustamente normate in quanto a distanziamento e protocolli, mentre il settore dei congressi e convegni viene sacrificato tranquillamente. Grandi  eventi e fiere nazionali e internazionali sono possibili  mentre sono vietate totalmente quelle  piccole attività di convegni o congressi che sono linfa vitale per la sopravvivenza degli hotel,  specialmente in questo periodo. La conseguenza  negativa  è duplice: da una parte una miriade di cancellazioni di impegni e convegni ,già da tempo confermati, e dall’altra l’impossibilità totale di programmazione per una futura stagione congressuale».

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