Economia

Firmato con i sindacati l'accordo quadro relativo alla gestione del piano industriale 2021-2025 della Brioni

Nell'incontro di aggiornamento nella sede di Confindustria Pescara-Chieti sono stati previsti strumenti/ammortizzatori sociali conservativi del rapporto di lavoro e con impatto sociale contenuto

Firmato, nel corso di un incontro che si è svolto nella sede di Confindustria di Chieti-Pescara, l'accordo quadro con i sindacati relativo alla gestione del piano industriale 2021-2025 della Brioni.
Brioni comunica di aver firmato con i rappresentati delle organizzazioni sindacali rappresentate in azienda un accordo quadro relativo una serie di strumenti/ammortizzatori sociali conservativi del rapporto di lavoro e con impatto sociale contenuto, che permetterà di mettere in atto tutte le azioni necessarie per la difesa e il rafforzamento del marchio e contemporaneamente a perseguire il necessario riequilibrio economico-finanziario della società, prerequisito indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi definiti nel piano industriale 2021-2025.

Nel dettaglio, l’accordo prevede l’utilizzo in tutti i siti produttivi della società della Cigo (cassa integrazione guadagni ordinaria) per Covid-19 fino al prossimo 30 giugno e della Cigs (cassa integrazione guadagni straordinaria) per crisi aziendale per un periodo di ulteriori 12 mesi, fino al 30 giugno 2022.

Parallelamente, al fine di contenere al massimo l’impatto sociale e occupazionale per i siti produttivi di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova, attualmente stimato fino a un massimo di circa 320 lavoratori tra diretti ed indiretti di produzione, le parti hanno previsto la sottoscrizione di specifici accordi condivisi per la risoluzione consensuale incentivata dei rapporti, che coinvolgeranno tutti i lavoratori che manifesteranno la volontà di aderirvi. In particolare, a tutti i lavoratori che aderiranno fino al 31 dicembre 2021 e che matureranno il diritto al pensionamento durante il quinquennio 2021-2025 sarà garantita un’integrazione del trattamento economico Cigo/Cigs e Naspi a partire dal mese di firma dell’accordo e sarà riconosciuto un importo aggiuntivo a titolo di incentivo dal primo mese dalla firma e fino alla maturazione del diritto alla pensione o al massimo fino al 31 dicembre 2025. Anche con riguardo ai lavoratori non prossimi alla pensione, la società riconoscerà delle somme aggiuntive a titolo di “incentivo all’esodo” per l’intero periodo di copertura degli ammortizzatori sociali Cigo/Cigs l’accordo prevede, inoltre, l’introduzione di un incentivo aggiuntivo differenziato per due fasce di età e con riguardo ai nuclei familiari con un figlio minore o con particolari situazioni di disagio sociale, a ulteriore tutela di determinate categorie di lavoratori.

Poi la nota prosegue: "La società, inoltre, al fine di agevolare percorsi individuali e collettivi di “outplacement”, supporterà l’apertura di appositi punti di contatto nei propri siti produttivi, gestiti da una società leader del settore e con una fortissima presenza sul territorio abruzzese e, in particolare, nella provincia di Pescara, che forniranno ai lavoratori la più completa consulenza sia su aspetti pensionistici, che di ricollocamento. Il nuovo piano, presentato lo scorso 13 aprile al ministero dello Sviluppo Economico, punta su uno sviluppo del brand negli accessori e in nuove categorie di prodotto, con focus nel leisurewear high-end per allargare la base clienti e le occasioni di consumo, mantenendo il forte posizionamento nell’eccellenza produttiva 100% italiana e nell’esclusività, in linea con il Dna di Brioni, icona del «Made In Italy» nel mondo, grazie anche al Gruppo Kering che continua a supportare fortemente la crescita del marchio. Il piano prevede, inoltre, un’ottimizzazione degli investimenti in comunicazione e dei canali distributivi, una razionalizzazione dei costi di struttura e una riorganizzazione della matrice produttiva per riportare Brioni a livelli di efficienza e redditività sostenibili nel lungo periodo, alla luce della profonda trasformazione subita nel corso degli ultimi anni dal mercato dell’abbigliamento formale maschile di fascia alta, aggravata dalla situazione pandemica in corso.

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