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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Economia

Balneatori di Confcommercio sul piede di guerra: "Pronti a protestare a Roma contro il Governo"

Il presidente regionale del Sib Confcommercio Riccardo Padovano incontrerà oggi i colleghi balneatori per decidere le azioni di protesta da intraprendere contro il disegno di legge voluto dal Governo

Non si ferma la protesta dei balneatori di Confcommercio contro il provvedimento di legge che il Governo vorrebbe fra approvare in merito alla scadenza delle concessioni balneari. Il presidente del Sib Confcommercio Riccardo Padovano ha infatti fatto sapere che oggi 24 dicembre ci sarà un incontro urgente per discutere con i colleghi balneatori delle azioni di protesta da intraprendere in vista dell'audizione a Roma, con il ministro, prevista per il 28 dicembre prossimo.

“I balneari abruzzesi sono sul piede di guerra dopo il ventilato provvedimento del Governo Draghi che vorrebbe con un vero colpo di spugna, far passare e approvare una norma per togliere da subito le concessioni ai titolari degli stabilimenti balneari. Questo noi non lo possiamo permettere. Ambienti di Palazzo Chigi intendono far approvare nelle prossime ore una legge "ammazza balneari" non concordata né condivisa con noi, con le Regioni e persino con alcune forze di maggioranza. La riunione del 28 prossimo temo che possa essere semplicemente la presa d'atto di un provvedimento normativo già preconfezionato. Da altri contro di noi. Per cui è  necessario che la riunione del 28 sia accompagnata  da un adeguato e significativo presidio di balneari. "

Secondo Padovano è dunque necessaria la presenza a Roma e nelle prossime ore verranno comunicate le modalità, rispettando i protocolli Covid, per organizzare la trasferta:

"Occorre una presa d’atto forte per quello che sta accadendo dopo la pronuncia del Consiglio di Stato e una riposta adeguata per fermare un’azione scellerata che metterebbe in ginocchio migliaia di aziende e famiglie”.  Ricordiamo che la recente sentenza del consiglio di Stato di fatto impedisce proroghe automatiche dei rinnovi delle concessioni dopo il primo gennaio 2024, decisione che, secondo i balneatori, porterà alla cancellazione di migliaia di piccole imprese familiari che gestiscono da decenni gli stabilimenti balneari.

 
 

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