Pedonalizzazione Corso Vittorio, il PD non ci sta: "Opera dannosa e inopportuna"

Il gruppo consiliare del PD interviene in merito alla questione del progetto di pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele avanzato dall'amministrazione Mascia. "Inopportuna e dannosa"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPescara

La scelta per la realizzazione di una opera pubblica nasce da una plurima valutazione delle diverse esigenze della collettività in termini di ritorno economico-ambientale e di funzionalità strutturale nel contesto urbano ove l’opera si inserisce.

L’iniziativa dell’amministrazione Mascia riguardo alla volontà di procedere alla pedonalizzazione di Corso Vittorio, la più grande strada cittadina in termini di ampiezza delle carreggiata ma anche di presenza di attività commerciali, non sembra abbia corrisposto a nessuna delle questioni sopra dette e rischia di diventare un peso insopportabile per la collettività in generale e per gli utenti più direttamente coinvolti nel particolare.

Infatti, come valutare i riflessi che questa opera (peraltro l’intervento proposto e solo parziale e riguarda un tratto minimale dell’intera strada) andrà generare per le seguenti ragioni:

sin dall’apertura del cantiere il flusso veicolare privato verrà deviato su Via Teramo e con un risibile escamotage fatto scorrere sulle aree di risulta considerato che è pressoché impossibile scaricare questo traffico su Via Ferrari già oggi fortemente congestionata per altre scelte discutibili sulla mobilità;

la tempistica dei lavori, 180 giorni lavorativi, vedrà il cantiere in opera proprio in corrispondenza del periodo delle festività natalizie e così da compromettere le attività del commercio proprio nel momento di massima operosità i cui effetti negativi, per di più amplificati dalla crisi generale del settore, sono facilmente immaginabili e capaci di indurre ad ulteriori chiusure ed abbandoni;

la deviazione del flusso veicolare privato, oggi definita eufemisticamente cantieristica provvisoria, non potrà che assumere i caratteri della definitività e tale da modificare radicalmente la prevista destinazione e funzionalità che sulle Aree di Risulta la Città, attraverso il pronunciamento di più Consigli comunali e di indirizzo politico differente, ha prefigurato scenari di sviluppo per elevare il ruolo di Pescara a quello di altre città europee.

Aggiungere considerazioni e valutazioni negative a questa improvvida scelta che l’amministrazione Mascia di accinge a rendere effettiva è gioco fin troppo facile ma, quello che maggiormente sconcerta è l’assoluta assenza di una linea di programmazione che nel caso di specie non poteva e non può non tener conto della necessità di avere:
un piano della mobilità che definisca le direttrici ed i flussi veicolari in presenza di una modificazione dei sensi di marcia;
un piano delle priorità delle opere pubbliche che avrebbe dovuto tener conto delle incompiute rappresentate da: strada pendolo; completamento delle riviere; rigenerazione delle strutture portuali e del turismo marittimo;

Infine, ma non per questo meno importante la consapevolezza che la contrazione delle risorse pubbliche non consentono di immaginare nuovi e generosi investimenti e quindi l’impossibilità di intervenire per il completamento di questa opera, oggi iniziata solo per una piccola parte, che rischia di rimanere l’ennesima incompiuta con l’aggravante delle ripercussioni che produrrà per la sua collocazione all’interno di un tessuto urbanistico-commerciale di grande rilievo per l’economia locale.
Ancora una volta il rammarico riguardante la scelta operata dall’amministrazione Mascia di voler rivoluzionare le scelte di pianificazione urbanistica di Pescara senza il coinvolgimento diretto della opposizione e della Città.

Lo stravolgimento delle finalità sottese per l’Area di Risulta che pregiudicheranno il futuro sviluppo di Pescara sarà una gravosa responsabilità del Sindaco Mascia e della sua coalizione e ancor di più di quella parte che ritiene questa opera dannosa.

Di certo come opposizione non staremo a guardare e contrasteremo con forza e decisione questo modus operandi che non può essere mitigato dal pannicello caldo di un coinvolgimento sulla problematica riguardante la realizzazione del teatro sulle aree di risulta e dopo aver abbandonato la sistemazione delle stesse aree da un quadro complessivo che pure era stato condiviso in più sedute del Consiglio comunale del 2008.

Già vediamo il Prefetto chiamato a fare gli straordinari per la lettura delle missive lamentose del Sindaco Mascia impossibilitato dall’opposizione a governare.

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