Confcommercio nettamente contraria alle tre corsie in viale Marconi

L'associazione dei commercianti pescaresi interviene con il presidente Danelli parlando di un progetto che porterà solo danni, ribadendo anche la contrarietà all'università nell'ex Cofa

Un no secco al progetto che rivoluzionerebbe la viabilità lungo viale Marconi a Pescara, che il Comune sta valutando in queste settimane. Confcommercio Pescara, con il presidente Danelli, prende una posizione netta e contraria rispetto al progetto in esame che vedrebbe la realizzazione di una corsia dedicata esclusivamente ai mezzi pubblici e biciclette, un prolungamento naturale della filovia da Corso Vittorio fino a viale Marconi.

VIALE MARCONI, ARRIVA LA TERZA CORSIA?

Secondo l'associazione di categoria, si andrebbero a perdere 100 posti auto e soprattutto ci sarebbe una ricaduta negativa per i commercianti e per i residenti stessi in un sistema viario che attualmente funziona e non crea particolari problemi alla viabilità. L'asse viario alternativo per bus e bici, invece, secondo Danelli dovrebbe essere realizzato partendo dall'area di risulta:

Se l’obiettivo è solo quello di rendere più veloce l’attraversamento della città da parte del trasporto pubblico ecologico che in futuro percorrerà la strada parco abbiamo già proposto la soluzione: realizzare sul lato mare dell’area di risulta una viabilità alternativa a corso Vittorio che si raccordi a via De Gasperi per poi proseguire su viale D’Annunzio, su viale Pindaro e arrivare fino all’aeroporto.

Si tratta di una soluzione logica che costerebbe meno, non creerebbe disagi ai cittadini e commercianti e che avrebbe il risultato triplice di lasciare corso Vittorio a doppio senso, di non modificare il funzionale assetto attuale di Viale Marconi e di ridare slancio a viale D’Annunzio, dove già esiste la corsia per i mezzi pubblici ma che sarebbe servita meglio e con maggiore frequenza.

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Confcommercio ribadisce poi di considerare l'ipotesi di spostare l'università nell'area di risulta e non all'ex Cofa, risolvendo diversi problemi in un colpo solo senza chiudere completamente la sede dell'ateneo in viale Pindaro, realizzando anche un parcheggio coperto per seimila posti auto gestito dall'università stessa rivitalizzando negozi, bar, ristoranti ed alberghi della zona.

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