Pescara, Usura: arrestati tre molisani

I Carabinieri della Compagnia di Pescara hanno individuato ed arresto tre persone, tutte molisane, accusate di usura continuata in concorso. Almeno 4 le vittime, fra cui un artigiano pescarese

invidiaI Carabinieri della Compagnia di Pescara, diretta dal tenente Invidia, hanno eseguito questa mattina tre misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre uomini, uno dei quali di etnia rom, accusati di usura continuata in concorso.

I militari, dopo una serie di indagini, sono riusciti a risalire ai tre individui dopo che uno di loro, Di Rosa Nicolino, era già stato arrestato nei mesi scorsi in quanto aveva minacciato un artigiano pescarese al quale aveva prestato dei soldi, arrivando ad applicare tassi del 400%.

Il pescarese aveva ricevuto una somma iniziale, ma quando le richieste di denaro da parte dell'usuraio erano diventate insostenibili, era stato costretto addirittura a cedere l'autovettura intestata alla figlia come garanzia all'arrestato.

Oltre a questo, la vittima aveva più volte ricevuto minacce ed intimidazioni, riguardanti anche la figlia.

L'uomo, così, si è rivolto ai carabinieri che sono riusciti a stanare l'usuraio, arrestandolo lo scorso 2 maggio.

Da lì sono partire altre indagini, anche grazie ai documenti sequestrati in casa del Di Rosa,  e sono stati individuati i suoi presunti complici (due commercianti rispettivamente padre e figlio), che fornivano all'arrestato il denaro da prestare alle vittime. Si tratta di De Vivo Michele e De Vivo Antonio.

I carabinieri hanno accertato almeno altri tre casi oltre al pescarese (2 molisani ed un pugliese) , ma il sospetto che possano essere anche altre le persone cadute nella rete di questo usuraio.

I tre si trovano attualmente in carcere (Di Rosa, infatti, era stato scarcerato dopo il precedente arresto).

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