Penne, Vendita Brioni: lo sdegno di Forza Nuova

Il gruppo di Forza Nuova Penne, tramite il segretario dell'area vestina Alessio Bianchini, è intervenuto sulla cessione della maison Brioni alla holding del lusso Ppr

di Francesco Bellante 12/11/2011
1

Dopo molti mesi di trattative, il made in Italy Brioni, storica sartoria pennese, è passato in mano ai francesi della Ppr di François Henri Pinault.

Per il segretario del gruppo Forza Nuova Penne, Alessio Bianchini, la cessione è stata una scelta non particolarmente positiva.

"Il lusso rappresentato dalla Brioni non è mai stato fondato su più stilisti, da fabbriche di scarpe e di tute che diventano famose per la pubblicità nei grandi canali comunicativi, ma dalla qualità di abili mani divenute tali dalla scuola sartoriale e dalla tradizione tramandata da generazione in generazione", ha detto l'esponente di Forza Nuova.

Annuncio promozionale

"La cessione di Brioni è arrivata fra l'esultanza dei sindacati e il silenzio da parte dell'amministrazione comunale, provinciale e regionale abruzzese". "In questo modo", ha concluso Bianchini, "un altro pezzo di storia vestina è stato distrutto in nome del capitalismo, lasciando dubbi e perplessità sul futuro dei veri protagonisti della maison Brioni, ovvero gli operai sarti".

1 Feed
Avatar di Takezo San

R: Penne, Vendita Brioni: lo sdegno di Forza Nuova

Takezo San:

La cessione della Brioni non è certo un evento positivo per Penne e per l'Italia intera, ma vi siete mai chiesti come mai si è arrivati a tutto questo? Come mai l'azienda ha accumulato un debito così spaventoso in tutti questi anni? Forse perché i dirigenti usano le auto aziendali per non consumare le proprie? Forse perché ai tempi, anche se il personale era troppo, chiunque poteva entrare in azienda solo perché al "Professore" piaceva fare la figura del buon samaritano? Sapete a quanto ammontava il debito dell'azienda? Sapete quanto è costata la liquidazione di un ex dirigente, (l'unico con un minimo di preparazione che ha lasciato la Brioni e in proprio ha rilanciato con gran successo, una sartoria fallita che oggi è diventata una realtà di successo)? Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Queste paternali da parte di un movimento politico ridicolo (così come sono ridicoli tutti gli altri) non cambieranno di certo le lacune strategiche e amministrative che hanno portato la Brioni a svendersi miseramente.
E poi la frase "un altro pezzo di storia vestina è stato distrutto in nome del capitalismo" è veramente pregna di ignoranza. Un' azienda che confeziona capi di alta moda, destinati ad un target quasi esclusivamente di provenienza straniera, che ha nei propri sarti il punto di forza, e si permette in tutti questi anni di sperperare i propri guadagni dividendoli tra 3-4 personaggi collocati nelle zone alte, non ha già le caratteristiche di quelle che il signor Bianchini chiama capitalismo, sistema basato essenzialmente sulla sete di guadagno degli imprenditori?
La cessione a Pinoult dimostrerà ai 4 furbacchioni che hanno segnato il declino di un'azienda che per essere a capo di una realtà importante come la Brioni, ci vogliono le credenziali e non l'ignoranza e la presunzione tipica del pennese e dell'italiano in genere.

il 14 novembre del 2011 segnala