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Sabato, 15 Giugno 2024

VIDEO | 32esimo anniversario Strage di Capaci, studenti in piazza Salotto "per non restare mai indifferenti"

Commemorazioni, a Pescara, per ricordare la figura di Giovanni Falcone e tutte le vittime di mafia. Gli organizzatori del Premio Borsellino portano gli studenti in piazza. Con loro c'è anche un testimone: Dario Falvo, sostituto commissario, già membro della scorta del magistrato.

“Palermo chiama, Pescara risponde”. E’ la manifestazione, organizzata dal Premio nazionale Paolo Borsellino, in occasione del 32esimo anniversario della strage di Capaci, in cui il 23 maggio del 1992 persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Sono gli studenti delle scuole superiori e medie della città adriatica i protagonisti di una commemorazione, in programma a piazza Salotto per l’intera giornata di giovedì 23 maggio. Sul palco, nel corso della mattinata, un po’ alla volta, sono saliti i ragazzi per illustrare i loro progetti, pratiche didattiche incentrate sul ricordo e sulla «necessità di non restare mai indifferenti», come ribadisce Fabrizia Francabandera, presidente della Corte d’Appello di L’Aquila, tra i presenti alla manifestazione assieme al Questore di Pescara Carlo Solimene e al testimone Dario Falvo, sostituto commissario e già membro della scorta di Falcone.

«Le sensazioni provate 32 anni fa non andranno mai via», dice Falvo. «Mi hanno sempre accompagnato da quando sono entrato a far parte della scorta e nel nefasto giorno del 23 maggio. Sono ricordi sicuramente dolorosi, ma bisogna metabolizzarli e portarli nel cuore. Appartengono a ogni singolo istante di quel periodo storico».

«E’ finita l’epoca della mafia stragista, perché non pagava. E’ stata una strategia che ha portato la mafia a un impatto forte con la repressione dello Stato e ha funzionato, perché lo Stato di diritto è riuscito a sconfiggere la mafia stragista», precisa Francabandera. «Da allora in poi si è sviluppata una mafia molto più subdola, molto più infiltrata. Oggi la mafia vive e galleggia nel nostro sottobosco, ma anche nell’alto. E’ molto più difficile da individuare e anche da sconfiggere».

Gli studenti, impegnati in prima persona nel ricordo, mostrano gli striscioni per la legalità e raccontano dei loro viaggi in Campania e in Sicilia. Ilaria Sacchini, alunna del liceo classico Gabriele D’Annunzio, dice: «E’ una giornata molto importante questa per noi, perché ci forma in maniera legale e ci fa capire che il silenzio non è la risposta ad ogni cosa. Bisogna sempre parlare e aiutare il prossimo».

Sul palco, prima di dare al parola ai ragazzi, anche il sindaco Carlo Masci, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il presidente della Provincia Ottavio De Martinis, oltre agli organizzatori del Premio Borsellino.

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