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Sabato, 15 Giugno 2024

VIDEO | Via al taglio dei pini del circolo canottieri, Italia Nostra blocca il cantiere: "Assurdo abbatterli per fini estetici"

Sul posto è arrivata prima la polizia locale e poi i carabinieri forestali allertati via pec da alcuni esponenti dell'associazione: ora chiedono un confronto con la soprintendenza per salvare il salvabile e trovare insieme una soluzione diversa

Sono state LePine, Simona Barba che è anche componente del direttivo della sezione di Pescara di Italia Nostra e Isabella Micati (insieme e con questa nome tengono un programma a tema ambiente su Radio Città), ad accorgersi che davanti al circolo canottieri dove sono iniziati i lavori di riqualificazione previsti dal progetto della soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio, era iniziato il taglio dei pini antistanti la struttura.

Che lo si sarebbe fatto, sottolineano Barba e il presidente della sezione locale dell'associazione Massimo Palladino, loro lo avevano saputo qualche giorno fa, ma nessuno poteva immaginare tale imminenza. Imminenza che tra l'altro non poteva esserci laddove, spiega Barba, nell'autorizzazione data dal Comune alla soprintendenza per procedere con i tagli e affissa davanti al cantiere, si legge chiaramente che questi non potevano essere fatti tra marzo e luglio. "Oggi è 3 marzo - chiosa Barba - per cui non si poteva procedere" e giustificazione l'impossibilità la troverebbe nella direttiva europea per la tutela degli uccelli che in questo periodo, spiega ancora la componente di Italia Nostra, nidificano. 

All'arrivo al cantiere la prima chiamata alla polizia locale. Poi la scoperta dell'impossibilità di procedere nel mese in corso e quindi la pec ai carabinieri forestali giunti poco dopo sul posto. Fermo dunque almeno per ora il cantiere. L'auspicio degli ambientalisti è che arrivi la sospensiva da loro richiesta così che almeno fino a luglio non si tocchi ciò che è rimasto. Un lasso temporale quello dello stop qualora ci sarà, che potrebbe essere l'occasione, sottolinea Palladini, per aprire un confronto con il Comune e la soprintendenza al fine di trovare una strada comune da percorrere e tutelare i pini rimasti. Pini che, sottolinea il presidente di Italia Nostra, hanno almeno 50-60 anni e sono patrimonio integrante della struttura oggetto di riqualificazione. 

Ad rendere tutto ancor più grave incalza Barba, è il motivo per cui si è deciso il taglio: “come si legge nel progetto della soprintendenza – spiega – i 10 pini devono essere abbattuti per motivi meramente estetici. Non sono pericolanti, sono alberi che stanno bene, ma che devono essere tolti per dare un respiro alla visuale con il paesaggio circostante. Il problema è che il paesaggio non c'è perché abbiamo un asse attrezzato davanti e le cancellate della questura dietro”. I pini dunque sarebbero dovuti essere, prosegue “un punto di riferimento per camuffare il detrattore ambientale che abbiamo davanti e cioè proprio l'asse attrezzato”.

“Pensare oggi di abbattere dieci alberi per motivi puramente estetici – prosegue -, quando tra l'altro il 27 ottobre 2022 con una sentenza il consiglio di Stato ha detto che un albero non può essere abbattuto se non per validi motivi, è incomprensibile. Siamo in pieno cambiamento climatico, cerchiamo ombra dappertutto. Può dunque essere una valido motivo questo?”, si chiede Barba.

“Abbiamo saputo di questa intenzione dalla lettura qualche giorno fa della relazione al progetto – le fa eco Palladini -. Stavamo redigendo noi stesso documento interlocutorio per chiedere un ripensamento sulla sistemazione dell'esterno. Noi – tiene a precisare – siamo fautori convinti della sistemazione del circolo, ma siamo stati sorpresi dagli eventi per cui abbiamo dovuto mandare delle pec. La nostra disponibilità a confrontarci sulle soluzioni progettuali resta sul campo perché riteniamo – aggiunge il presidente della sezione pescarese di Italia Nostra – che si possa comporre il recupero di un'opera significativa della Pescara del '900 con il patrimonio arboreo che ormai sono parte del paesaggio. Questi alberi hanno più di 50 anni e insieme potremmo trovare una composizione”.

Gli chiediamo quindi se tale disponibilità resta anche adesso e cioè dopo che il taglio è iniziato, seppur fermato almeno temporaneamente, dal loro intervento. “Questo episodio per fortuna si è arrestato per una questione di burocrazia e di sostanza visto che questi sono i mesi della protezione della movimentazione degli uccelli. Questo ci dà uno spazio di interlocuzione con il Comune e la soprintendenza. Abbiamo un atteggiamento assolutamente collaborativo, ma non possiamo accettare qualunque cosa acriticamente”.

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