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VIDEO | Pronto soccorso, accessi su del 20 per cento: centrale unica del 118 e un nuovo modello organizzativo per decongestionarlo

Asl e Regione: a settembre la centrale unica Pescara-Chieti entrerà in funzione e con lei anche il pronto soccorso covid, i codici verdi e gialli saranno gestiti separatamente e si lavora ad un servizio di comunicazione rivolto ai parenti dei pazienti

A settembre sarà attiva la centrale unica del 118 Pescara-Chieti e aprirà anche il pronto soccorso covid con un nuovo servizio di fast track, ovvero il See and treat che si spera di avviare al più presto. A questo si aggiungerà la separazione dei codici verdi e bianchi che saranno gestiti esternamente e la possibilità di attivare un servizio di comunicazione con i parenti che saranno quindi aggiornati sui problemi e la gestione dei cari che varcano le porte del reparto di emergenza-urgenza.

Sono alcune delle prossime azioni che la Asl di Pescara metterà in campo per decongestionare l'afflusso al pronto soccorso cresciuto del 20 per cento con la stagione estiva con: accessi per il 50 per cento riferibili a codici non gravi. A parlarne oggi nel corso di una conferenza stampa convocata dal gruppo consiliare in Comune delle Lega che sul tema ha nei giorni scorsi incontrato i vertici Asl e della Regione per fare il punto, sono stati in particolare l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e il direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi. La Verì ha sottolineato come attualmente sia praticamente soddisfatto il fabbisogno di personale per quanto riguarda i medici: 23 quelli attualmente presenti anche a seguito dei bandi espletati a fronte dei 24 mediamente necessari. “E' stata raggiunta la soglia di copertura”, ha ribadito così come per infermieri e sanitari. I problemi tuttavia restano e sebbene, ha precisato ancora la Verì, con l'attivazione del day surgery un alleggerimento ci sia stato grazie alla presa in carico dei pazienti, altre misure saranno prese nelle prossime settimane per evitare il congestionamento del presidio che, ha spiegato, Ciamponi, conta 98 mila accessi l'anno, 78 mila dei quali solo su Pescara con gli altri 10mila equamente suddivisi tra i presidi di Penne e Popoli.

Di qui, ha aggiunto il direttore generale, il ruolo che rivestirà l'attivazione a settembre della centrale unica del 118 che permetterà di smistare le ambulanze lì dove posto ce n'è, compresa la Asl di Chieti con cui la stessa è stata realizzata. Diverse le misure per la cosiddetta “fast track”, il trattamento rapido, già attivate, spiegano Verì e Ciamponi. Un sistema che consente di identificare i pazienti a basso rischio che dunque vengono inviati direttamente allo specialiste competente. Fast track attivi per l'oculistica, l'otorinolaringoiatria, la ginecologia, l'ostetricia, la pediatria, l'odontoiatria e la dermatologia con gli ultimi reparti che, comunque, non dimettono il paziente che viene rimandato in pronto soccorso prima di poter uscire. A breve sarà attivato il fast track anche per la traumatologia e nelle intenzioni c'è anche quella di incrementare ulteriormente il personale di riferimento all'interno del reparto di emergenza-urgenza. A breve al sistema di fast track si dovrebbe aggiungere il See and treat, un modello di risposta assistenziale rivolto sempre alle urgenze minori che vengono definite in base ad una classifica internazionale e che possono dunque essere risolti già al momento dell'accoglienza evitando altri passaggi e procedure.

Quindi il pronto soccorso covid che sarà attivo da settembre, ha assicurato Ciamponi. Altro passaggio utile, si spera, a decongestionare quello principale dove il dover dividere pazienti positivi e non positivi crea ormai da inizio pandemia, un intasamento nella presa in carico dei pazienti e nella loro gestione. Infine l'intenzione di attivare un servizio di comunicazione per far sì che i parenti dei pazienti siano continuamente aggiornati sulle condizioni dei cari ricoverati e su quali percorsi stiano seguendo.

“La Regione – ha dichiarato Verì - ha già dettato delle linee guida per smaltire i sovraffollamenti dei pronto soccorso delle nostre Asl. dei ps delle nostre Asl. Sono stati risolti dei problemi fondamentali che vanno su tre linee: la riorganizzazione degli accessi, la gestione cure e soprattutto le dimissioni. E' stato rafforzato il sistema di fast track per cui i pazienti in codice verde e giallo vanno direttamente nei reparti non rendono affollato il pronto soccorso. Sono state aggiunte delle discipline riguardo alla loro presa in carico e quindi si va verso una riorganizzazione e nuovi percorsi riorganizzativi. Stiamo poi valutando con le direzioni strategiche l'opportunità di comunicare ai familiari, rispettando la privacy, quali sono le condizioni, qual è il problema e come sarà gestito il paziente. Questa è una grossa lamentela specialmente rafforzata dal problema covid per cui molti restano ore in attesa per conoscere le condizioni del proprio congiunto e quindi dobbiamo risolvere anche questo problema della comunicazione”.

Resta l'appello ai cittadini perché non si rechino in pronto soccorso per i codici di lieve entità che sono tra le principali cause, ribadisce la Verì, del congestionamento. Un problema questo che si spera di risolvere con l'attuazione della rete territoriale. 

Alla presentazione delle nuove misure per contrastare il problema del sovraffollamento hanno preso parte, tra gli altri, il capogruppo della Lega Vincenzo D'Incecco, il vicesindaco Gianni Santilli, il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli e il presidente della commissione comunale sicurezza Armando Foschi. 

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