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Lunedì, 17 Giugno 2024

VIDEO | Elezioni comunali, il sindaco Masci ricandidato: “Vittoria al primo turno, grazie anche a una coalizione compatta”

Il primo cittadino uscente, sostenuto da tutto il centrodestra, ribadisce quanto fatto negli ultimi cinque anni “nonostante l’emergenza Covid” e guarda avanti: “Pescara città Erasmus e capitale dell’Adriatico".

Carlo Masci, attuale sindaco di Pescara, classe 1958, avvocato. E’ il candidato sindaco della coalizione del centrodestra alle elezioni amministrative dell’8 e del 9 giugno. Nel maggio 2019 viene eletto sindaco al primo turno con quasi il 52% di preferenze. Ora corre sostenuto da sei liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Pescara unica, Udc e Pescara Futura. La sua attività politica comincia nel 1994, quando ricopre il ruolo di assessore con Carlo Pace sindaco. Dopo diversi anni tra consiglio comunale e consiglio provinciale, nel 2008 viene eletto in Regione, ricoprendo il ruolo di Assessore al bilancio, alle Riforme istituzionali, allo Sport e agli Enti locali.

Carlo Masci, sindaco uscente che ha deciso di ricandidarsi. Perché?

Perché vogliamo finire il lavoro iniziato. Un lavoro che sta trasformando la città grazie a tanti investimenti. Abbiamo avuto il Covid, che ci ha costretto a cambiare le nostre abitudini per più di due anni, visto che l’emergenza è finita nell’aprile 2022. Poi, grazie al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), abbiamo potuto programmare gli investimenti necessari. Stiamo cambiando la città: scuole, asili nido, impianti sportivi, strutture sociali e culturali, strade, piazze, verde. Vogliamo portare a termine il lavoro tutti insieme, perché ci ripresentiamo con la stessa coalizione del 2019. Siamo determinati, compatti, decisi a voler proseguire con il nostro operato per rendere Pescara ancora più accogliente e vivibile.

Di cosa ha bisogno Pescara?

Pescara ha bisogno di essere la città che riesce a piacere a tutti. Chi viene la trova molto bella, ma dobbiamo migliorarla per farla diventare la vera capitale dell’Adriatico, dal momento che andiamo verso una fusione che la renderà una città di duecentomila abitanti. Cento chilometri quadrati con un territorio molto ampio, quindi le infrastrutture che stiamo realizzando sono prodromiche per una città che si prepara ad essere una città guida dell’Adriatico. Mi auguro che Pescara riesca ad attrarre tanti giovani, perché può diventare la città Erasmus, una delle mete preferite per gli universitari e per gli sportivi. Ha tutte le caratteristiche che le consentono di raggiungere questo obiettivo: condizioni climatiche ottimali, una bellissima spiaggia, la bandiera blu, una posizione strategica.

Ci si prepara alla nascita di una nuova grande realtà metropolitana. Cosa dovrà fare il nuovo sindaco per consentire una reale fusione e non una semplice annessione?

Stiamo lavorando molto assieme a Spoltore e a Montesilvano, mettendo insieme servizi e funzioni. Un lavoro già avviato, che proseguirà fino al 2027 così da poter avere una fusione morbida.

Si è definito il sindaco del “fare”. Qual è l'azione che in questi cinque anni crede rappresenti maggiormente la sua azione politica?

Diverse azioni, in primis proprio il fare. Devo cominciare dal periodo Covid, per iniziare a elencare gli interventi effettuati. Un periodo di emergenza, in cui abbiamo creato un centro vaccini, considerato tra i migliori d’Italia. Abbiamo realizzato, insieme con la regione, un ospedale Covid in pochi mesi e abbiamo tenuto in sicurezza la città con tante azioni rivolte ai cittadini più bisognosi. Penso, inoltre, ai tre tratti di strada pendolo che la comunità attendeva da quarant’anni, la demolizione del Ferro di cavallo, a Rancitelli, a cui nessuno aveva mai pensato. E poi ancora l’apertura di via Benedetto Croce, la bandiera blu conquistata nel 2021 e poi riconfermata per quattro anni. Penso, inoltre, ai tanti lavori pubblici portati avanti e a quelli attualmente in corso, alle scuole riqualificate, dotate ora di impianti fotovoltaici al passo con i tempi, ai nuovi asili nido in corso di realizzazione. Da ricordare, ancora, le 600 telecamere presenti in città, installate due anni fa e collegate a una control room che ci consente di monitorare tutta la città. Non dimentichiamo le case confiscate alla criminalità organizzata e utilizzate per fini sociali. Penso ancora ai tanti interventi sulle strade, sulle piazze, come piazza Nilde Iotti, alla demolizione dei tre palazzi di via Lago di Borgiano, sempre nel quartiere Rancitelli.

Se potesse tornare indietro, c’è almeno una cosa che non rifarebbe?

Sì, certamente non porterei avanti il progetto di viale Marconi, avviato dalla precedente amministrazione. Se lo avessi trovato (finanziato), non lo avrei mai fatto. L’ho trovato con la corsia preferenziale lato monte che eliminava tutti i parcheggi, con le isole salva pedoni in corrispondenza delle fermate dell’autobus, con le due rotatorie. Un progetto finanziato con lo Sviluppo urbano sostenibile e che partiva dal piano generale del traffico urbano 2018, approvato ad aprile 2019, quindi poco prima delle elezioni. L’esecutivo di viale Marconi è stato invece approvato il 24 maggio 2019, quindi a pochi giorni dal voto. Ho portato avanti questo progetto per continuità amministrativa, ma il risultato è stato quello di aver provocato tante tensioni. Quando ho potuto, ho apportato le modifiche. Variazioni pensate ben prima di quando poi sono state realizzate. Oggi la viabilità in questa zona funziona, grazie anche all’apertura di via Benedetto Croce. A breve verrà inaugurato il corridoio verde nei pressi dell’università. Per non parlare, poi, del parco archeologico al Rampigna.

Che cosa ha bloccato, invece, altri interventi, come la demolizione dello svincolo a trombetta e l'apertura a doppio senso di via Pantini?

Stiamo procedendo gradualmente nella zona.

Il sottopasso dove c'era il mercatino etnico è rimasto senza destinazione?

E’ uno spazio ripreso da Rfi (Rete ferroviaria italiana) per la realizzazione di parcheggi.

Se le si chiedesse di elencare i tre temi su cui c'è più urgenza di agire per migliorare la qualità della vita in città in ogni suo aspetto, quali sarebbero in cima alla lista?

Pescara città verde con 2.277 nuove piante. Nei prossimi anni arriveremo a più 10mila piante. Pescara città Erasmus e dell’accoglienza. Il G7 non deve essere un punto di arrivo, ma di partenza. La nostra città porà diventare un punto di riferimento per la cooperazione. Pescara anche città dei dati. A Bologna c’è il super computer europeo, denominato “Leonardo”, in grado di trasformare i dati in informazioni per le comunità. Penso che Pescara possa anche essere la sede di un sistema del genere. Lo chiamerei “D’Annunzio”. Un’altra sfida incredibile è quella dell’area di risulta (anche se ora i temi sono diventati quattro). Un investimento pubblico di 100 milioni di euro per trasformare uno spazio importante della città in un’area dotata di un parco bellissimo di sei ettari e mezzo, due parcheggi ai lati e una sede della regione aperta 365 giorni all’anno con all’interno una sala conferenze e una biblioteca, oltre agli uffici.

Pensa di vincere al primo turno o questa volta la partita è più difficile?

Penso di vincere al primo turno per una serie di motivi. Il primo è che abbiamo una compagine forte, che si ripresenta allargata rispetto a cinque anni fa. Dall’altra parte, invece, sono divisi visto che i candidati sono tre.

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