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Venerdì, 21 Giugno 2024

VIDEO | Riqualificazione strutturale e culturale del museo Colonna: l'amministrazione sceglie il partenariato pubblico-privato

La proposta di un gruppo di imprenditori pescaresi che mette al centro del progetto la Porta del Mare di Summa è piaciuta all'amministrazione che ora con un bando vuole raccoglierne altre e scegliere la migliore per ridare vita agli spazi esterni e interni: sarà un museo vivo e vivace

Uscirà nei prossimi giorni il bando per dare il via al partenariato speciale pubblico-privato per la riqualificazione e la valorizzazione strutturale e culturale del museo Vittoria Colonna e dei giardini circostanti di proprietà comunale.

A dare il “la” all'iniziativa spiega l'assessore comunale alla cultura Maria Rita Carota, una proposta arrivata sul tavolo dell'amministrazione e dietro la quale c'è una cordata di imprenditori pescaresi, assicura il sindaco Carlo Masci, costituitisi proprio per questo nella fondazione senza scopo di lucro Abruzzo per le Arti. Una proposta la loro del valore di diversi milioni di euro che vede come progettisti l'architetto Lucio Zazzara e l'ingegner Carlo Galimberti e che si muove su un asse specifico: creare un museo vivo che nella loro idea si ispira alla vivacità del maestro Franco Summa la cui Porta del Mare sarà definitivamente realizzata e collocata in quei giardini che avranno un nuovo aspetto e saranno l'ingresso principale alla struttura su cui interventi, se non una piccola redistribuzione degli spazi interni, non se ne possono compiere essendo oggetto di tutela.

Ora l'intenzione è quella di raccoglierne altre di proposte attraverso un avviso pubblico. Proposte che saranno valutate per arrivare alla scelta definitiva di quella che sarà realizzata seguendo la procedura semplificata e consentita dal comma 3 dell'articolo 151 del nuovo Codice degli appalti che consente appunto il partenariato speciale tra pubblico e privato con quest'ultimo che avrà in carico la gestione non solo dell'edificio, ma del programma di attività che dovrà svolgere.

“È una zona importante della città e la struttura del museo lo è altrettanto: è un luogo dove si dovrà fare cultura come se ne faceva nel passato – afferma Carota -. Non era possibile lasciare quella struttura senza iniziative culturale e questo progetto con una proposta di partenariato speciale pubblico-privato ha ridato il 'la' a procedura di evidenza pubblica con cui contiamo di ridonarlo presto ai cittadini”.

La proposta arrivata dagli imprenditori riunitisi nella fondazione, si legge nella delibera di giunta con cui si è deciso di procedere con la procedura di gara, “risulta coerente con l'interesse pubblico generale di individuazione di percorsi di valorizzazione integrata del patrimonio culturale cittadino, mediante la sperimentazione di modelli innovativi nel campo della gestione, della fruizione, della produzione e della partecipazione culturale”.

Questo dunque il punto di partenza per chi avanzerà le sue di proposte che, sottolinea il sindaco Carlo Masci, non è detto saranno migliori e che dunque alla fine il progetto che sarà realizzato sarà un altro rispetto a quello che ha dato vita all'iniziativa. Proprio per questo, ha sottolineato, nessuna immagine è stata posta all'attenzione dei presenti alla conferenza convocata per annunciare la pubblicazione del bando. L'idea sarebbe quindi quella di non creare condizionamenti, ma di dare un quadro su quelle che sono le intenzioni dell'amministrazione per riqualificare la zona, ridare un'identità a quel Museo nato negli anni '50 su progetto dell'architetto Eugenio Montouri e che per un periodo, ricorda Zazzara, ha convissuto con l'antistante teatro Pomponi facendo di quel tratto di litorale del centro un vero e proprio attrattore culturale. Museo che inizialmente era la sede della facoltà di lingue e letterature straniere e di economia e commercio dell'università d'Annunzio.

Secondo l'idea avanzata dai progettisti che hanno dunque dato lo spunto per ripensare il museo Colonna e i suoi giardini quello che si vorrebbe realizzare è “un luogo di eventi artistici e per la cultura in generale con un programma ricco e importante curato da personalità del mondo dell'arte di calibro nazionale e internazionale che saranno coinvolti dalla fondazione Abruzzo per le arti”, spiega Zazzara.

Sul fatto che ci sarà “tanto Franco Summa” aggiunge: “il progetto nasce come pacchetto unitario e prevede la realizzazione definitiva della Porta del Mare, monumento che come ha dimostrato nel breve periodo in cui è stato presente in quello spazio, darà un grande segno identitario alla città. Summa sarà presente perché tutta questa iniziativa – aggiunge – nasce con l'idea di dover dare alla città di Pescara un luogo che non sia cristallizzato in alcune esposizioni o manifestazioni, ma di realizzare un museo dinamico e aperto che offrirà una serie di eventi di grande rilievo che sapranno attrarre anche persone dall'esterno”.

Per Masci significativo il fatto che per ridare vita all'area sia nata una nuova fondazione fatta di imprenditori Pescara che testimoniano, afferma, “l'amore verso la città: un “risveglio” che lo riporta, dice ancora, alla Pescara culturale degli anni '70. L'occasione per lui anche per sottolineare che quello che si andrà a realizzare sarà il nono polo museale cui seguirà la realizzazione del progetto per quello archeologico di Rampigna.

Insomma il bando servirà a raccogliere nuove idee e una migliore potrebbe anche arrivare seppur consapevoli che un progetto c'è già e su questo, conclude Zazzara, “siamo abbastanza oltre perché questa iniziativa è giunta all'approvazione di una proposta che non solo è un progetto architettonico e strutturale, ma anche un impegno economico considerevole assunto da un gruppo di imprenditori mecenati che per la prima volta – sottolinea - finanzieranno un programma di lavori e di eventi occupandosi della gestione, anche questa abbastanza costosa, per diversi anni. Un progetto importante che arricchirà la città di un luogo molto vivo” se mai, va ribadito, sarà quello che alla fine si realizzerà sebbene i presupposti ci siano tutti dato che proprio questa idea è quella che ha dato vita al bando.

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