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VIDEO | Sempre meno clienti nel mercato coperto di via dei Bastioni

Per qualcuno non è tutto così drammatico, ma i più temono che i nuovi rincari e lo stop degli autotrasportatori possa far peggiorare la situazione e ad abbandonarli, lamentano, è stata anche l'amministrazione

Qualcuno ci parla volentieri, altri preferiscono farlo fuori senza farsi riprendere, altri ancora chiosano con un “lasciamo perdere”. Al mercato coperto di via dei Bastioni oggi i clienti ce ne sono pochi. Sì, ci dicono molti, qui l'andamento è altalenante, ma la situazione è difficile e i rincari non aiutano. Per alcuni neanche l'esposizione mediatica è un problema ed è quella che sabato, afferma qualcuno, ha spinto tantissime persone ad andare a comprare tutto temendo di non trovare più prodotti non solo sugli scaffali dei supermercati, ma anche qui. Certo è che c'è chi, in confidenza, ci dice che teme che tra un anno il mercato chiuderà e che magari anche la guerra arriverà. Ma sul primo punto le responsabilità non sono tutte della situazione economica: molti lamentano la scarsa attenzione e la mancanza di servizi all'interno del mercato. Servizi che dovrebbe garantire il Comune e che vanno dal fatto che riscaldamento non ce n'è per cui in inverno fa freddo e in estate caldo, fino alle mancate assegnazioni dei box che, denunciano in realtà da anni, ha portato alla lenta espoliazione del mercato. I problemi da queste parti sono tanti, ma c'è anche chi riferisce di non aver risentito poi così tanto della crisi. I più, però, ci dicono che i clienti sono diminuiti con la titolare del banco spezie e legumi che non sa se l'ordine che ha fatto per la merce andrà a buon fine. Per chi vende prodotti particolari che arrivano da fuori lo sciopero degli autotrasportatori potrebbe avere conseguenze ulteriori in una situazione già non facile. Anche dal banco del pane ci confermano che per loro l'acquisto della merce è aumentato, ma che per ora riescono a mantenere i prezzi garantendo i clienti.

“Stanno aumentando i prezzi, soprattutto quelli dei carburanti, e le persone si vedono molto meno – ci conferma uno dei titolari di un banco di ortofrutta -. Per noi è un bel danno perché si lavora meno. I prodotti li dobbiamo acquistare, le spese le abbiamo e questo crea un danno anche a noi”. Per chi lavora qui non è diverso che per tutti gli altri: i rincari su bollette, materie prime e carburanti iniziano a far sentire il loro effetto e c'è una sorta di “solidarietà” tra chi vende e chi acquista. “Siamo tutti nella stessa situazione”. A confermarcelo è anche il titolare di un altro banco presente al mercato che teme peggioramenti con lo stop degli autotrasportatori. “Avremmo bisogno di aiuto da parte dei nostri capi di governo – aggiunge -. Se v avanti così la vedo brutta, speriamo non accada. Noi continuiamo a fare il nostro lavoro anche se attualmente è tutto molto difficile. Di fondo – conclude con rassegnazione – la gente non ha i soldi e noi non è che possiamo fare chissà cosa”.

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