Lunedì, 15 Luglio 2024

VIDEO | "Allarmismo da campagna elettorale" sugli aumenti delle mense scolastiche per Santilli, il centrosinistra: "Solo la verità"

Botta e risposta sulle tariffe previste a partire dal 2024. Da Palazzo di Città le rassicurazioni: "Aumento pari al costo di un caffè e gratuità per fasce deboli, titolari di 104 e bambini ucraini", ma l'opposizione non ci sta: "12mila euro non è una fascia di Isee alta, folle togliere il contributo dell'amministrazione, la verità è che i costi per le famiglie raddoppiano"

Se per il vicesindaco Gianni Santilli il centrosinistra ha già iniziato la campagna elettorale finendo per fare “sciacallaggio” sul tema dell'aumento delle mense scolastiche gettando nel panico le famiglie, per il centrosinistra non si è fatto allarmismo, ma detta solo la verità. Il primo parla di un aumento minimo e dettato dall'aumento del costo della vita oltre che dalla scelta di servire solo prodotti biologici e abruzzesi, l'opposizione al contrario di raddoppio delle tariffe con l'aggravante di aver tolto il contributo del Comune alle fasce con i redditi maggiori. Redditi che vanno, secondo quanto deciso, dai 12mila euro in su e cioè sopra i 10mila 632,93 euro considerati attuali come limite minimo.

Un dato che fa la differenza per l'amministrazione e che è stato rivisto proprio alla luce del caro vita, ma che resta comunque una fascia di reddito bassa per l'opposizione perché si prevedano l'aumento e l'assenza di contributo. Lo scontro ormai è totale con posizioni diametralmente opposte sul tema e le carte che diventano il punto di riferimento per alzare il livello del confronto.

Santilli: “Aumento pari ad un caffè e agevolazioni, si fa solo allarmismo a fini elettorali. Nessuna lamentela dalle famiglie”

I numeri riportati nella delibera di giunta saranno rimodulati con un ribasso, si presume, del 5 per cento con dunque le nuove tariffe che andranno dalla totale gratuità per i redditi fino a 5mila 939,25 euro cui si aggiunge quella garantita ai bambini titolari di 104 e i piccoli ucraini che frequentano le scuole della città, ai 2,96 euro per chi ha redditi da 6mila a 11mila 999,99 euro e i 5,93 euro per chi ha un'Isee familiare superiore (dune non 6,24 euro come da delibera) ai 12mila.

Un ribasso dettato, ha spiegato la responsabile del servizio Alessandra Di Zio, dall'offerta che si sta valutando in relazione al bando di gara in corso: un bando da 20milioni di euro. “L'opposizione – dichiara Santilli – ci sta attaccando anche su questo argomento, ma in realtà l'aumento si aggira intorno ad un euro. Ricordiamo che l'ultimo appalto è del 2016 e che oggi siamo nel 2023: il costo della vita è lievitato. Parliamo di un aumento pari ad un caffè”. Il vicesindaco precisa anche che se è vero che l'aumento ci sarà seppur, ribadisce, minimo, “ci saranno agevolazioni notevoli per le famiglie” e che comunque le nuove tariffe saranno applicate dal 2024 e cioè quando ci sarà il nuovo affidamento del servizio. Sul contributo che verrebbe a mancare aggiunge: “abbiamo parlato con il sindaco e stiamo valutando la possibilità di andare incontro alle famiglie più numerose”.

Il vicesindaco tranquillizza anche i sindacati. Nessun rischio di perdita del posto di lavoro per gli addetti alle mense perché, spiega, “abbiamo inserito nel bando la clausola sociale e questo vuol dire che la ditta attuale o quella che subentrerà dovrà mantenere gli stessi posti di lavoro”.

Secondo quanto riferito da Santilli le polemiche sorte intorno agli aumenti avrebbero avuto come unico effetto quello di allarmare le famiglie che “non si sono affatto lamentate tanti che ad oggi abbiamo già mille iscritti”. Nel 2022 sono stati 4.400 i bambini che hanno usufruito del servizio che “non è obbligatorio”, precisa ancora il vicesindaco. A pagare la fascia massima sono stati 2.590 con 780 di questi non residenti a Pescara e dunque automaticamente inseriti in quella fascia dato che su di loro non si fanno le verifiche Isee. Altro tema sollevato dal vicesindaco parlando della qualità del cibo, quello dei controlli con Giuseppe Capodilupo presidente della commissione mense, che ha riferito di controlli settimanali sulla qualità e il gradimento. “Noi di denunce non ne abbiamo mai avute”, chiosa Santilli.

Il centrosinistra: “Tolto il contributo dell'amministrazione e costi raddoppiati: verità non allarmismo”

Immediata la replica del centrosinistra: ribassi o no la sostanza non cambia e il tema centrale resta quello dell'eliminazione del contributo dell'amministrazione alle fasce più alte che poi tanto alte, affermano il capogruppo comunale del Pd Piero Giampietro, il consigliere comunale del Pd Marco Presutti e il consigliere regionale del partito Antonio Blasioli.

Nessun allarmismo da parte loro, affermano, ma al contrario il racconto di quella che sarebbe la verità dei fatti che si sta traducendo, riferiscono, in tante famiglie che stanno pensando di rinunciare al servizio pensa per i loro figli. Cosa che avrebbe diverse conseguenze per Giampietro: in primis i problemi di gestione familiare che riguarderebbero soprattutto le donne che lavorano e che dovrebbero dunque rivedere le loro scelte, sostiene, e in secondo luogo anche quello dei posti di lavoro perché clausola o no, “se il servizio diminuisce serviranno comunque meno addetti e dunque si rischia anche di colpire i lavoratori”.

Parlare poi di “un euro” per lui non sta in piedi perché un euro è l'aumento che riguarda la fascia tra i 6mila e gli 11mila 999,99 euro di Isee per cui la tariffa, secondo la nuova proiezione, passerà da 1,85 euro a 2,96, ma per le famiglie che l'Isee ce l'hanno sopra i 12mila euro l'aumento sarà superiore “quasi del doppio” passando dai 3,71 euro attuali ai 5,93 previsti con il ribasso del cinque per cento elaborato dagli uffici sulla proposta di appalto in fase di valutazione.

“La giunta ha scelto in questo momento storico di toglier il contributo per calmierare i prezzi – ribadisce Giampietro -. Parliamo di tariffe che aumentano anche del doppio e nelle scuole si sta creando il panico. Ci sono genitori che stanno decidendo di non iscrivere i figli al tempo pieno”.

“Sono aumenti quasi indiscriminati perché vanno a colpire anche fasce di Isee normali. Abbiamo fatto dei controlli nei Caf – aggiunge -: a 12mila euro si arriva anche con due stipendi in casa. Quindi è un aumento ben più alto come scritto nella delibera di giunta dove i costi sono messi neri su bianco. Costi che prevedono anche l'Iva. Per questo motivo abbiamo presentato in consiglio comunale una mozione con cui chiederemo all'aula di esprimersi perché sono aumenti che vanno a incidere nella vita delle famiglie in un momento complicato per milioni di italiani. Togliere il contributo è scellerato”.

Sul tema allarmismo a rispondere è anche Presutti per il quale il dato politico è che “noi abbiamo detto la verità e cioè che per le fasce superiori ai 12mila euro e dunque per le famiglie in difficoltà economica, il costo della mensa raddoppierà. Arriverà intorno ai 6 euro semplicemente perché questa amministrazione ha deciso di non mettere più la quota di cofinanziamento e così se prima si pagavano 3 euro ora se ne pagheranno quasi 6. Il nostro non è allarmismo. Questa è una scelta scellerata e inaccettabile di un'amministrazione coerentemente di destra che evidentemente ha deciso che chi è in difficoltà si deve arrangiare. Dovrebbe avere il coraggio di dire 'questa è la nostra scelta', una scelta contro cui il Pd - conclude - si batterà sempre non per fare allarmismo, ma per dire la verità”.

Avanti con la gara per il nuovo affidamento del servizio

Intanto vanno avanti le procedure per il nuovo affidamento da 20milioni di euro e se tutto andrà bene e fatte tutte le verifiche, non si esclude, ha riferito Santilli, che il nuovo gestore del servizio potrebbe subentrare durante il periodo natalizio. Su questo però tutto da vedere perché trattandosi di un appalto particolarmente importante, l'intenzione è di fare tutte le verifiche del caso per essere certi di fare la scelta migliore.

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