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VIDEO | Morena, disabile, ha passato sei ore in pronto soccorso: "Sono dovuta tornare il giorno dopo e alla fine sono andata dal privato"

C'era anche lei stamattina al presidio organizzato dalla Cgil per chiedere a Regione e Asl un cambio di rotta sulla gestione della sanità a cominciare dalla non privatizzazione della prima emergenza, Ferrante (Carrozzine determinate): "Ditemi se questa è civiltà"

Un dolore inspiegabile alle gambe e l'arrivo in pronto soccorso dove Morena ha trascorso oltre sei ore per tornare poi il mattino successivo: serviva un'altra visita, ma di risposte chiare non ne ha avuto e così alla fine ha pagato la visita privata. Lei è disabile e questa mattina era al presidio organizzato dalla Cgil per chiedere di non privatizzare il pronto soccorso e dunque di non attuare la delibera che prevede l'esternalizzazione del servizio per i codici bianchi e verdi, ma al contrario di investire sulla sanità pubblica e dunque anche sul personale perché quanto sancito dall'articolo 32 della Costituzione sia garantito: le cure devono essere gratuite per tutti.

Morena ha 46 anni e racconta la sua disavventura dando voce alla posizione dell'associazione Carrozzine determinate presente con il presidente Claudio Ferrante che proprio per i disabili continua a chiedere un percorso diverso nel presidio di emergenza-urgenza: per loro, ma anche per i loro familiari,  aspettare ore vuol dire creare un disagio ancor più grande rispetto a quello che può vivere chiunque altro.

“Dopo tre ore ho iniziato a lamentarmi perché avevo male - racconta Morena -. E' venuto un infermiere con un farmaco che però io non posso prendere perché sono allergica. Alle tre di notte sono stata visita da un medico e mi hanno detto che dovevo aspettare la mattina dopo perché dovevo essere vista da un altro medico. A quel punto ho detto 'no' e sono andata a casa”. Il giorno dopo è tornata e dopo due ore di attesa la visita le è stata fatta, ma sul perché di quei dolori risposte chiare non ne avrebbe avute ecco perché, conclude, "alla fine sono andata a pagamento”.

“I disabili sono quelli che pagano di più questo scempio – aggiunge Ferrante -. E' una sanità malata che deve essere curata altro che privatizzata. Non è accettabile dover stare tre giorni in un pronto soccorso. Ci sono ragazzi che hanno problemi intellettivi e psichiatrici che non riescono a stare nemmeno mezz'ora. Il sistema sanitaria deve funzionare in maniera completamente diversa”. E per "diversa" si intende, denuncia la Cgil, uscire dall'ottica ospedalocentrica e potenziare la medicina territoriale evitando che si debba tutti correre in pronto soccorso e anche di incappare nel rischio di privatizzare. 

Ma i temi sul tavolo sono tanti e tra questi c'è anche quello delle lunghe liste d'attesa. “Inaccettabile” prosegue Ferrante, che ci voglia un anno o anche un anno e mezzo per una visita specialistica: “ è chiaro che poi si ricorre al privato e chi vi ricorre chi ha denaro, chi non ne ha non si può curare”.

Una sanità che, alla luce di quanto detto non sarebbe quindi gratuita per tutti:  “no – conclude il presidente dell'associazione -. Vediamo che per avere una visita neurologica occorre un anno e mezzo: il giorno dopo a pagamento si va dallo specialista. Ditemi se questa è civiltà. Se questo è rispetto della costituzione”.

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