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VIDEO | Processo di Rigopiano, l'avvocato Della Vigna: "L'isolamento della strada non doveva essere permesso: la tragedia si poteva evitare"

Wania Della Vigna, legale di parte civile parla a margine della requisitoria in corso al tribunale di Pescara e fa sue le parole dl pm Anna Benigni sulle responsabilità: "Le vittime sono le vere protagoniste"

“L'isolamento di quella strada non doveva e non poteva essere permesso”.

Così l'avvocato di parte civile del processo in corso per la tragedia dell'hotel Rigopiano Wania Della Vigna citando uno dei passaggi chiave della prima parte della requisitoria affidata al pubblico ministero Anna Benigni che “sta ricostruendo con precisione che direi anche scientifica – aggiunge il legale – le responsabilità inerenti la previsione e la prevenzione del rischio neve e valanghe”. Una responsabilità degli enti per l'accusa con il pm che non ha esitato a parlare di un “malgoverno” diffuso come dimostrerebbero le tante tragedie che hanno colpito il Paese come nel caso del crollo sella scuola di San Giuliano di Puglia e gli alluvioni di Genova e Sarno. “La dottoressa Benigni ha esordito ricordando le vittime che sono purtroppo le protagoniste di questo processo che sono state fatte salire e indotte addirittura a restare fino a trovare la morte”, aggiunge l'avvocato sottolineando come nel suo intervento il pubblico ministero stia al momento “esaminando le responsabilità del sindaco di Farindola e poi quelle della Provincia e dell'allora presidente”.

Una requisitoria in cui ha chiaramente detto che se chi di dovere avesse fatto quanto di sua competenza la tragedia si sarebbe potuta evitare. All'avvocato Wania Della Vigna chiediamo se non sia questo il più grande rammarico: “sì – risponde -. Era una tragedia annunciata che doveva essere evitata. C'erano i bollettini neve e valanghe che inducevano a pensare che sarebbe successo il peggio. Non peraltro lo stesso sindaco – conclude – aveva chiuso le scuole per mettere in sicurezza gli abitanti e quindi i bambini”. Di qui, ha detto sempre il pubblico ministero, si evincerebbe la sua responsabilità dato che quella strada, l'unica che portava all'hotel, era ormai impraticabile e le persone bloccate al suo interno non avevano altra via di fuga.

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