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Domenica, 23 Giugno 2024

VIDEO | Presidio lavoratori ristorazione collettiva e commerciale: "Stop precarietà e salari bassi. Sì al rinnovo contrattuale"

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs organizzano un presidio, davanti al palazzo della Prefettura di Pescara, per richiamare le associazioni datoriali al senso di responsabilità, con la sottoscrizione del contratto collettivo nazionale.

Mancato rinnovo del contratto, ormai da tre anni, per i lavoratori della ristorazione collettiva e commerciale. Questa la motivazione alla base del presidio, organizzato nella mattina del 4 giugno, davanti alla sede della Prefettura di Pescara, dalle tre sigle Filcams Cgil Abruzzo-Molise, Fisascat Cisl e Uiltucs. Il giorno prima alcuni rappresentanti hanno anche incontrato il prefetto Flavio Ferdani, per discutere del tema relativo ai cosiddetti precetti, in merito quindi alla limitazione o all’annullamento dello sciopero.  

Davanti al palazzo del Governo, accanto ai sindacalisti, ci sono lavoratori e lavoratrici dei servizi mensa scolastica e ospedaliera, che «attendono prospettive migliori per il futuro, dal momento che precarietà e salari bassi, che oscillano da un minimo di 250 euro a un massimo di 1000 euro (per i cuochi e le cuoche con trenta ore settimanali), non lasciano aperte troppe speranze», precisano i segretari regionali delle tre sigle sindacali presenti.

Nello specifico, al presidio hanno partecipato i dipendenti delle imprese Serenissima, Vivenda, Elior, Sodexo, Dussman Service, Compass Group, secondo quanto riferito dai sindacati.

«Il punto è che il presidio è stato organizzato proprio in concomitanza con lo sciopero dei lavoratori, proclamato dopo che le associazioni datoriali Anir ed Angem si sono dissociate dalle imprese che stanno portando avanti la trattativa per il rinnovo del Ccnl (contratto collettivo nazionale) di settore», spiega Urbano. «La posizione di Anir ed Angem è inaccettabile, perché pretende che venga stipulato un ulteriore contratto con condizioni sicuramente peggiorative in termini di salario, flessibilità e precarietà».

«Oltre al comparto delle mense scolastiche, c’è quello delle mense ospedaliere, i cui lavoratori rappresentano una grandissima risorsa», dice Marcella Carletti, segretaria Fisascat Cisl. «Parliamo dei famosi eroi della pandemia, ossia quelli che hanno operato con turni massacranti per garantire il servizio. Richiamiamo dunque al senso di responsabilità gli enti datoriali che hanno diffidato le organizzazioni sindacali, ma anche gli altri enti datoriali, alla sottoscrizione di un contratto migliorativo».

«Salari sempre più bassi e inflazione. Non riusciamo a capire le motivazioni alla base del mancato rinnovo contrattuale da parte di queste associazioni datoriali», aggiunge Bruno Di Federico, segretario Uiltucs Abruzzo.

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