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Martedì, 25 Giugno 2024

VIDEO | Nuova Pescara, Costantini (Azione): "Il centrodestra affonda la sua nascita, il commissariamento è l'unica soluzione"

Il consigliere comunale che fu promotore del referendum del 2014 parla, insieme al segretario provinciale del partito Torelli, di una proposta di legge "scritta male" e piena di "storture": "Il consiglio regionale la bocci"

“Una presa in giro”, anzi un “atto di forza” che rischia di “affondare” la nascita della Nuova Pescara. Non usa mezzi termini il consigliere comunale di Azione Carlo Costantini per commentare la proposta di modifica alla legge regionale per la costituzione della nuova realtà metropolitana presentata nei giorni scorsi dal presidente del consiglio Lorenzo Sospiri.

Costantini che fu promotore del referendum con cui nel 2014 si decise che la Nuova Pescara sarebbe nata, boccia in toto, così come il segretario provinciale di Azione Stefano Torelli, la proposta sia dal punto di vista politico che dal punto di vista pratico per come la stessa sarebbe stata scritta tanto che, denuncia, si rischia di avere una città che nascerà senza nome. Il suo appello è al consiglio regionale perché bocci la proposta e, in alternativa, al governo perché se mai approvato, impugni la legge contestandone la costituzionalità.

“Nell'opinione pubblica sta passando l0idea che la Regione stia risolvendo il problema invece in realtà sta chiaramente affossando il progetto della Nuova Pescara – dichiara alla stampa -. Non c'è alcuna necessità di spostarlo al primo gennaio 2027 se viene fatto è solo per soddisfare le esigenze di un ceto politico e operare un regolamento dei conti all'interno del centrodestra”, dichiara definendola una legge inutile per le imprese e per i cittadini.

La soluzione a questo punto per Costantini è il commissariamento. “La politica ha dimostrato di non essere in grado di ragionare e costruire i presupposti per la fusione per come li aveva brillantemente immaginati il legislatore nel 2018. Adesso non vedo alternative – chiosa l'esponente di Azione -. Non ci sono spazi. Il paradosso che è da una parte ci dicono di lavorare per chiudere lo Statuto il 31 gennaio del 2024, ma la città si farà nel 2027. Secondo voi un atto approvato nel 2024 potrà mai essere lo stesso nel 2027? Non c'è una sola cosa che funzioni perché evidentemente non risponde ad interessi generali, ma risponde esclusivamente ad interessi particolari che dal mio punto di vista potrebbero essere anche legittimi, ma che dovrebbero trovare le soluzioni nelle stanze dei partiti delle coalizioni e non dovrebbero trovare la soluzione nella sede legislativa. Mi auguro che il consiglio regionale recuperi la sua dignità, il suo decoro e la sua dignità costituzionale e respinga questa proposta”.

L'occasione anche per fare il punto sulla questione i fondi destinati a far funzionare la Nuova Pescara. “Lo Stato ci ha dato 5miloni di euro nel 2023 per recuperare i ritardi del covid, non per spostare la sua nascita di cinque anni. Dal primo giorno di fusione, tra l'altro, avremo 10 milioni all'anno per 10 anni. Con la fusione nel 2027 perderemo i primi 40 milioni che forse recupereremo nel 2034”, aggiunge Costantini.

Quindi quelle che definisce le “storture” della proposta di legge a cominciare dal fatto che “ad istituire un Comune è una legge. Qui sono Sospiri e Marsilio a decidere se la Nuova Pescara nascerà il primo gennaio 2024 o il primo gennaio 2027”. Questo perché, ricorda, la proposta prevede che almeno due dei Comuni accorpino entro settembre i servizi e realizzino gli studi di fattibilità. Richieste che se non soddisfatte porteranno alla nomina di un commissario da parte del presidente della Regione e quello del consiglio regionale. “Non di cono quanti studi di fattibilità si devono fare e cosa ci deve essere scritto, quindi non si conoscono i parametri su cui decideranno se spostare o no la fusione”. Per Costantini una sorta di “super-poteri” che le due figure potrebbero esercitare nel mancato rispetto della legge.

Altra grave “stortura”, ribadisce, il fatto che basta che due dei Comuni rispondano alle richieste previste entro settembre “con il terzo che verrebbe quindi commissariato. Questo vuol dire che se ad esempio Montesilvano e Spoltore si mettono d'accordo su come farlo, anche il terzo, Pescara, deve accordarsi o qualcuno deciderà per lui”.

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