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VIDEO | Metanodotto Snam: l'Autorità per l'energia riapre la partita imponendo la consultazione pubblica sulla sua utilità

Il coordinamento no hub del gas invita tutti, anche i cittadini, ad inviare le osservazioni entro il 20 gennaio per evitare la costruzione della line Adriatica e del metanodotto Sulmona-Foligno: un'opera "sovradimensionata" che, denuncia, farà solo crescere le bollette

Un'opera sovradimensionata su cui a chiedere certezze riguardo la reale utilità è ora l'Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) a fronte di un'approvazione “a scatola” chiusa fatta dal governo che, se mai si tradurrà nella sua realizzazione, significherà un aggravo dei costi in bolletta. Chiara la posizione del Coordinamento no hub del gas che sul gasdotto Snam previsto sulla linea adriatica che comprende il metanodotto Sulmona-Foligno invita a presentare le osservazioni chieste da Arera e da depositare entro il 20 gennaio con l'obiettivo di evitarne la realizzazione. Per il Coordinamento non corrisponderebbe al vero il fatto che vi sia il rischio di trovarsi con poco metano perché, sottolinea, di metri cubi ne sono stati esportati 2,4 miliardi. Un dato che emergerebbe dai documenti della consultazione.

“L'Autorità dell'energia – ribadisce De Sanctis - ha chiesto di avviare consultazione pubblica per verificare l'utilità dell'opera: peccato che nel frattempo il governo l'ha autorizzata a 'scatola chiusa' quindi senza sapere se lo fosse o meno. Snam ritiene sia strategica peccato che sia un'opera pensata nel 2004 e che dovrebbe entrare in funzione nel 2028 e cioè dopo 24 anni. Snam – prosegue De Sanctis – per quella data ritiene di dover realizzare rigassificatori e gasdotti per una capacità di 100 miliardi di metri cubi: peccato che gli italiani abbiano ne abbiano consumati 69 miliardi., quindi molti meno e addirittura nel 2030 la stessa Snam dice che per gli obblighi che abbiamo per risolvere la crisi climatica dobbiamo scendere a 60 metri cubi. Quindi 100 miliardi di capacità di infrastrutture contro una capacità di 60. Sono opere sovradimensionate con il piccolo particolare che ricadono in bolletta. Quindi Snam avrebbe un profitto assicurato ed è il vero obiettivo dell'operazione – conclude - e gli italiani dovranno pagare per dare questi profitti a Snam”.

Aumenti in bolletta che dovrebbero ripagare in sostanza, sostiene il coordinamento, i costi dell'opera che sarebbe lievitata di 2,4 miliardi di euro senza dimenticare che stando ai numeri per un terzo rimarrebbe inutilizzate.

Per il coordinamento da una primissima analisi dei documenti pubblicati dalla stessa Snam per la consultazione emergerebbe “una situazione surreale” sia per i tempi e cioè i 24 anni dalla proposta di progetto alla realizzazione, sia per i numeri di metri cubi esagerati rispetto al fabbisogno e sia riguardo quell'emergenza di carenza di gas che si temeva dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. “Un pretesto”, incalza il coordinamento no hub del gas secondo cui “l'abnorme aumento delle bollette è dovuto non alla carenza di gas, ma alle manovra finanziarie delle grandi società che dominano il mercato” tanto che in Italia “il gaso non è mai mancato” e a dimostrarlo sono gli oltre 3 miliardi di metri cubi di gas esportati e cioè “un quantitativo che è superiore a quello che il governo vorrebbe ricavare da nuove trivellazione in mare e sulla terraferma. I minori quantitativi importati dalla Russia – chiosa – sono stati interamente compensati da alte fonti d'ingresso essendo l'Italia, in Europa, il Paese che ha la migliore diversificazione delle fonti di importazione con cinque metanodotti e tre rigassificatori”.

“La cosa più assurda – conclude il coordinamento invitando tutti a presentare le osservazioni al progetto chieste da Arera entro i l20 gennaio – è che la Snam e il governo continuano a definire strategica un'opera che già oggi non è necessaria e che non servirà proprio a nulla all'epoca i cui dovrebbe entrare in esercizio cioè nel 2028 perché per la fine del decennio, dato il consistente sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e il risparmio energetico, tutte le previsioni danno in forte calo il consumo di gas, sol in Italia ma all'intera Europa”.

Le osservazioni cittadini e associazioni possono inviarli all'indirizzo pec affari.regolatori@pec.snam.it

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