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VIDEO | La Marcozzi ha deciso, fuori dal M5s: "È diventato il partito di Conte, ho avuto e dato molto, siamo pari"

Un partito autocratico e propagandistico quello che è diventato il sogno nato dieci anni fa per la consigliera regionale che sceglie Di Maio: "Con Insieme per il futuro ripartiamo dal basso"

“Il Movimento cinque stelle del 2013 non esiste più. Il Movimento 5 stelle del 2013 non avrebbe mai fatto l'alleanza con il Pd, non avrebbe mai fatto l'alleanza con la Lega e non avrebbe mai sostenuto il governo Draghi. Ho ricevuto tanto e ringrazio il Movimento per l'opportunità che mi ha dato, ma io ho dato tanto al Movimento 5 stelle per cui direi che il bilancio è in pareggio”.

Con queste parole la fino ad oggi capogruppo del M5s in Regione e che fu la candidata alle ultime elezioni regionali, ha annunciato la decisione la sua personale scissione e l'ingresso nella nuova realtà creata dal ministro degli esteri ed ex leader del Movimento Luigi Di Maio. Per lei in questi anni “avrebbe dovuto cambiare pelle, diventare più democratico, ripartire dai territori e coinvolgere più persone a livello comunale e regionale. Invece è sempre più autoritario, è diventato il partito di Conte con nomine calate dall'alto, pochissima condivisione e partecipazione e totale impossibilità di dialogo e confronto. Con Insieme per il Futuro vogliamo partire dai problemi e trovare soluzioni a prescindere dal colore politico”. A lei chiediamo se crede che gli elettori che fino ad oggi l'hanno sostenuta quale capogruppo del Movimento, comprenderanno la scelta di separarsi ed entrare in gruppo misto sotto l'egida della nuova creatura politica che, in autunno, dovrebbe concretizzarsi in un nuovo partito. “Spero di sì – risponde -. Lavorerò anche a far capire agli elettori che per me i principi fondamentale di chi fa politica sono la sincerità e coerenza. Nn ho mai fatto promesse ai cittadini che non si potessero mantenere né propaganda becera per incattivire qualcuno contro alti ed quello che continuerà a fare. Il Movimento ha preso una deriva troppo propagandistica, vedi la strumentalizzazione della politica estera fatta per qualche voto in più: io non lo voglio fare e non l'ho mai fatto. Farò politica come ho sempre fatto all'interno del M5s pur con tante distinzioni rispetto ai miei colleghi, ma con quello che mi caratterizza. Io voglio dire verità a cittadini”.

Una scelta “difficile ma inevitabile” la definisce e sedimentata in realtà da un po' di tempo. La Marcozzi è la prima consigliera regionale in Italia che lascia i pentastellati per restare accanto a Di Maio, “cui devo tanto riconoscenza per quello che ha fatto per il movimento e per i territori dando anche supporto ad alcuni portavoce in difficoltà”. “Nel momento in cui è avvenuta una scissione in un partito e un movimento politico perde 60 parlamentari e la sua bandiera, mi sarei aspettata una riflessione interna, invece non c'è stata nessuna autocritica anzi da quanto apprendiamo parte della dirigenza avrebbe stappato bottiglie e festeggiato. Una perdita totale della realtà. Il segretario si sarebbe dimesso invece è tutto normale e c'è anche chi pensa possa essere stato un vantaggio. Attendevamo da tempo – ribadisce Marcozzi - una riorganizzazione, una partecipazione democratica ma così non è stato. E' il partito di Conte e chiunque cerchi di alzare la mano e porre domande o questione viene linciato come è accaduto a Di Maio”. “Attendevamo una riorganizzazione dei territorio invece il Movimento si è centralizzato e romanizzato. Da ultimo non tollero più tante contraddizioni a ambiguità. Sono entrata dieci anni fa e ora non tollero più le prese in giro dalla classe politica di allora che mistificava la realtà raccontando ambiguità. Oggi non posso farlo all'interno del Movimento dove non è più tollerabile – incalza – la strumentalizzazione della politica estera fatta per beghe personali o per propaganda finalizzata a rimediare qualche voto in più soprattutto in un momento così difficile per il Paese che ha bisogno di serietà e concretezza e non di slogan. Partiremo dal basso ai miei colleghi con cui ho condiviso un pezzo di vita, va il mio in bocca al lupo”.

A sostenerla oggi nel comunicare la sua decisione erano presenti due dei parlamentari che hanno lasciato il Movimento: Primo Di Nicola e Gianluca Vacca.

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