rotate-mobile

VIDEO | Ultimatum delle associazioni di categoria all'amministrazione: "Su corso Vittorio lavori dal 21 agosto o sarà mobilitazione"

Cna, Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio chiedono la riapertura di un tavolo per trovare soluzioni a tutte le vertenze compresa la questione viale Marconi oltre che lo slittamento al 2024 anche dei lavori su Corso Umberto: "Senza risposte pronti ad azioni dimostrative"

I lavori su corso Vittorio Emanuele sono “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Lo dice apertamente il direttore provinciale della Cna Luciano Di Lorito che insieme ai vertici locali di Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio lancia un ultimo appello all'amministrazione: o si parte dopo il 21 agosto o sarà mobilitazione. Senza un segnale positivo sul tavolo sono prone a riportare tutte le vertenze che, sottolinea la vicepresidente vicaria di Confartigianato Barbara Lunelli, stanno “spegnendo la città”.

Da viale Marconi a corso Umberto, passando per il cantiere di via Benedetto Croce e fino al piano di risanamento acustico le associazioni rimettono tutto sul tavolo e si dicono disponibili ad un ulteriore e ultimo incontro per rifare tutto da capo o lo scontro, non lo nasconde il direttore provinciale della Confesercenti Gianni Taucci, sarà “totale. Prendano atto che stanno parlando con dei professionisti di settore o il prossimo passo sarà la mobilitazione - ribadisce -. Potremmo chiudere i negozi o organizzare una manifestazione pubblica. Certo loro hanno il coltello dalla parte del manico, ma la differenza la farà il voto quando torneremo alle urne”, chiosa Taucci.

Già tre i rinvii per il cantiere di corso Vittorio Emanuele che dovrebbe partire prima della fine di luglio. Un periodo "sbagliato" visto che si sarà in pieno periodo di saldi lamentano tutti compresi la presidente provinciale Confesercenti Marina Dolci, il presidente Confcommercio Pescara Riccardo Padovano e la vicepresidente della Cna Linda D'Agostino.

Nonostante le tante convocazioni ai tavoli delle commissioni nessuna loro proposta è stata mai in realtà accolta, affermano. “Ora devono darci un segnale come simbolo per riaprire un dialogo rispetto alle vertenze”, afferma Di Lorito e quel segnale deve essere proprio lo spostamento dei lavori di corso Vittorio Emanuele al 21 agosto. Sul tema, sottolinea, proposte loro ne avevano fatte anche per le modifiche alla viabilità con la creazione di un anello a senso unico che unisse via Ferrari (direzione nord-sud) a via Bassani Paone (sud-nord), ma anche questa è rimasta inascoltata. “Questo cantiere non è la madre di tutti i problemi, ma non è possibile che tutte le istanze siano ferme al palo e la strada martire, viale Marconi – prosegue Di Lorito –, la dice lunga”.

Una strada questa dove, gli fa eco Lunelli, “non ci sono spazi per carico e scarico, non ci sono i marciapiedi e non c'è una pista ciclabile. Questo in una città che si vanta della transizione ecologica. Senza dimenticare gli attraversamenti pedonali pericolosissimi. Si è fatto l'errore e va bene, ma è la volontà di recuperare che non vediamo”. È il momento, dice anche lei, “di essere ascoltati. Questa amministrazione si fregia di ascoltare le associazioni di categoria per decidere insieme. Ed è effettivamente innegabile tanto quanto il fatto che le nostre istanze non sono prese in considerazione. Far partire i lavori su corso Vittorio Emanuele il 24 luglio non è accettabile e lo diciamo non come associazioni, ma per conto dei commercianti che rappresentiamo e che rischiano la morte certa. Non si possono bloccare le vendite per far partire il cantiere: la politica deve prendere decisioni intelligenti, non comode”.

A pesare sulle attività commerciali sottolinea Dolci, sono la crisi economica, le conseguenze del covid, la crisi energetica con relativi rincari e in città le piogge del mese di maggio non hanno fatto che peggiorare la situazione. “Non riusciamo a fare cassetto”, afferma chiedendo anche lei non solo lo slittamento del cantiere di corso Vittorio, ma anche quello che interesserà corso Umberto e piazza Sacro Cuore: “in inverno ci sono tante iniziative come il Black Friday e il mercatino di Natale. I cantieri devono partire nel 2024 e cioè non prima di febbraio. Da quattro anni – conclude – non riusciamo a capire quale disegno ha questa amministrazione per la città”. L'occasione per lei anche per lamentare come oltre al rischio cantiere in piena estate e in pieno periodo saldi, manchi ancora il cartellone del We Love Fest e cioè dei concerti che si terranno proprio in centro città.

“Se l'amministrazione riconvoca un tavolo fra due o tre giorni le soluzioni le troviamo – dichiara Padovano -. I commercianti sono alla canna del gas e non si può consentire in un momento in cui la gente viene per fare acquisti di far partire i lavori. Così deviano i consumatori verso i centri commerciali”.

Al consiglio comunale straordinario sugli appalti del 3 luglio ci saranno anche loro. “Saremo lì per ribadire la nostra posizione, noi non esprimiamo una volontà politica – conclude Di Lorito – noi rappresentiamo le imprese, l'artigiano, le piccole imprese che oggi fanno fatica a sbarcare il lunario. L'amministrazione deve tener conto di questo. Non sono capricci”.

Copyright 2023 Citynews

Video popolari

IlPescara è in caricamento