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Venerdì, 21 Giugno 2024

VIDEO | "Stop al conflitto di interesse in sanità": ecco la proposta di legge regionale di Italia Viva Abruzzo

Camillo D'Alessandro, coordinatore regionale di Italia Viva, presenta la proposta di legge recante "norme in materia di prevenzione e risoluzione dei conflitti di interesse nel settore sanitario regionale". Il riferimento è al caso Quaglieri.

Italia Viva Abruzzo presenta una proposta di legge regionale che introduce il conflitto di interesse in materia sanitaria. Lo hanno annunciato il coordinatore regionale Camillo D’Alessandro e il candidato sindaco con la lista Stati uniti d’Europa Gianluca Fusilli, nel corso di un incontro con la stampa che si è svolto nella sede della Regione, a Pescara, martedì 28 maggio.

Un’iniziativa rivolta al presidente della giunta regionale e a tutti i consiglieri regionali, ai quali viene inviata tale proposta, «con l’auspicio», riferisce D’Alessandro, «che possa essere condivisa. Se così non sarà, siamo pronti a una raccolta firme».

«Solo nella repubblica delle banane», aggiunge D'Alessandro, «può capitare che un contrattualizzato a qualunque titolo con la sanità privata accreditata, cioè che riceve finanziamento pubblico regionale per l'erogazione di servizi sanitari, può essere contemporaneamente decisore pubblico, consigliere regionale o assessore, che decide sulla stessa struttura sanitaria con la quale ha un interesse lavorativo. Se verrà approvata questa legge regionale, questo non accadrà più. In ultima istanza, laddove non rimosso il conflitto di interesse, la Regione promuove una revoca della convenzione. Io credo che una norma del genere vada introdotta, non solo per gli ultimi fatti di cronaca, ma perché è un principio sacrosanto». Il riferimento è al caso dell’assessore Mario Quaglieri.

In particolare, la proposta di legge di Italia Viva estende lo stato di conflitto di interesse non solo al dipendente o al contrattualizzato con la struttura sanitaria privata, ma anche ai consulenti, ai dirigenti e agli amministratori. Se la proposta venisse approvata, il giorno dopo consiglieri e assessori regionali coinvolti devono rimuovere, entro 30 giorni, la loro condizione in conflitto di interesse. Se non lo fanno, la Regione diffida la struttura privata accreditata a farlo.

D’Alessandro commenta anche l’esito del tavolo di monitoraggio sul piano di rientro in sanità. «Se eviti le tasse, e ci mancherebbe pure, vuol dire che si taglieranno i servizi e le risorse a partire dai bilanci della Asl. Molto strana l'omissione di 120-130 milioni di deficit in campagna elettorale, ma i nodi vengono al pettine. Il deficit è stato prodotto dagli stessi manager che sono stati prima nominati e poi confermati da Marsilio».

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