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Lunedì, 20 Maggio 2024

VIDEO | Teatro d'Annunzio inagibile, Blasioli (Pd): "Dal 2020 posti limitati, ma dubbi sul rispetto delle prescrizioni"

Il consigliere regionale e quelli comunali del centrosinistra chiedono chiarezza al sindaco: il Comune sarebbe stato a conoscenza dal 2020 dei gravi problemi della struttura sul cui utilizzo sarebbero state decise limitazioni che però non sarebbero state comunicate a chi la utilizzava. "Eventi da pienone, si chiarisca. Grave non aver chiesto in quattro anni i fondi per mettere il teatro in sicurezza"

Le definiscono “anomalie” il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, i consiglieri comunali del centrosinistra le notizie apprese dagli accessi agli atti sin qui fatti perché si faccia chiarezza su come si sia arrivati all'inagibilità del teatro d'Annunzio e in particolare sui limiti alla capienza che ci sarebbero stati, ma non sarebbero stati rispettati.

Un accesso agli atti chiesto proprio da Blasioli e anomalie su con i consiglieri comunali del Pd Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Stefania Catalano, Giovanni Di Iacovo e Marco Presutti oltre a quello della lista Sclocco sindaco Mirko Frattarelli, chiede al sindaco Carlo Masci di fare chiarezza, riservandosi di approfondirne alcuni aspetti soprattutto in relazione all'incarico sulla vulnerabilità sismica e su alcune scelte tecniche. L'aggravante, aggiungono, è che a fronte di una situazione grave di cui l'amministrazione sarebbe stato a conoscenza dal 2020 senza però averne dato alcuna comunicazione ai consiglieri comunali, in quattro anni nessuna richiesta di fondi sarebbe stata avanzata investendo invece 435mila euro per l'efficientamento energetico e i seggiolini rossi. Lavori “ampiamente pubblicizzati dal sindaco e che nessun buon amministratore avrebbe disposto su una struttura pericolante dotata di ben altre criticità”, affermano.

La prima delle domande che il Pd rivolge a Masci, ma che interessa anche l'Ente manifestazioni pescaresi che si è occupata dell'affidamento per i certificati di idoneità statica del 2022 e del 2023 (anno questo in cui sarebbe stato richiesto un secondo intervento di puntellamento non eseguito), è quindi quella di fare chiarezza sul se il limite di capienza del 10 per cento messo nero su bianco sia stato o meno rispettato dato che sembrerebbe non essere stato comunicato né all'associazione Flaiano con cui l'Emp aveva convenzioni in essere per i Premi Internazionali, né al consiglio regionale per il Festival dannunziano. Consiglio regionale cui non l'Ente manifestazioni non avrebbe neanche stipulato la convenzione. Due grandi eventi che “a detta di tutti – chiosa Blasioli mostrando alcune fotografie – hanno fatto registrare il pienone”. In particolare, riferisce il consigliere regionale, nell'accesso agli atti fatto e nelle domande rivolte al consiglio regionale sarebbe emerso che “non solo non c'era alcuna convenzione, ma a domanda precisa sul se avessero delle limitazioni dei posti, ci si dice di non averne avute”. La stessa cosa, incalza, “vale per l'associazione Flaiano: nelle convenzioni sottoscritte non c'è alcuna limitazione sull'utilizzo e l'accesso al teatro d'Annunzio. Questo è quello che doveva essere rispettato in tema di sicurezza. A questo punto vogliamo sapere se queste limitazioni sono state o meno applicate sia per i soggetti privati che per quelli pubblici”.

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Il presupposto, ribadisce Blasioli, è che il Comune a quanto pare sapeva dal 2020 che i problemi inerenti l'agibilità del teatro erano seri tanto che la Vema Progetti poi incaricata di redigere la relazione di vulnerabilità sismica che ha portato oggi alla chiusura del teatro per inagibilità, avrebbe dovuto in prima istanza eseguire il collaudo del teatro. Collaudo mai fatto in quanto, riferisce il consigliere regionale citando uno dei documenti acquisiti, “lo stato riscontrato non è risultato compatibile con la collaudabilità delle strutture”. Seguì quindi, ripercorrono i consiglieri, una riunione tecnica in Comune con cui fu modificato l'oggetto dell'affidamento disponendo lo studio di vulnerabilità e gli interventi di puntellamento del solaio delle tribune per consentirne l'uso parziale. Lavori eseguiti nello stesso anno dalla Edil Persico che portò al rilascio sempre da parte di Vema, spiega Blasioli, di una cetificazione valida solo per il 2020 che disponeva un uso ridotto del teatro per una capienza massima del 25 per cento (495 posti a fronte dei 1980) e mettendo nero su bianco che vi era “la necessità di intervenire nel breve termine per sanare in maniera definitiva le criticità rilevate mediante interventi strutturali permanenti”.

Una situazione che avrebbe dunque portato alla necessità di richiedere ogni anno un certificato di idoneità statica temporanea che verificasse lo stato delle tribune e stabilisse ogni volta la capienza massima consentita. Un compito che, fanno sapere Blasioli e i consiglieri comunali del Pd, non è stato dato alla Vema Progetti, ma a un professionista che dal 2021 al 2023 avrebbe rilasciato le certificazioni valide (il primo anno per conto del Comune, gli altri due per conto dell'Emp). Sarebbe quindi successo che “nel 2021 la capienza è stata aumentata a 800 persone con una riduzione quasi del 60 per cento rispetto al totale; nel 2022 la capienza è stata portata a 1800 persone con una riduzione quindi del solo 10 per cento”. Percentuale confermata nel 2023 “nonostante – rimarcano i consiglieri comunali – anche in questo frangente venisse richiesto un ulteriore lavoro di puntellamento dei solai delle tribune mai eseguito”.

Quindi la domanda sul chiarimento richiesto e cioè se per Flaiano e il Festival dannunziano quel 10 per cento di riduzione di posti (1800 quelli occupabili) sia stato o meno rispettato visto che dalle risposte giunte non sarebbe neanche stato comunicato.

Da quando è stato dato l'incarico alla Vema per lo studio di vulnerabilità statica “sono passati quattro anni e se non fossimo stati noi il 20 marzo ad annunciare l'inagibilità del teatro probabilmente nessuno lo avrebbe detto. Ma soprattutto in questi quattro anni l'amministrazione sapeva, ma nessuno ha chiesto fondi per mettere a posto il teatro”. Un impegno che si assume per la legislatura che ora inizierà in consigli regionale, ma “vogliamo sottolineare anche le occasioni perse. Abbiamo avuto il pnrr e nessuno ha chiesto fondi per mettere a norma il teatro d'Annunzio; sono passati i fondi della programmazione 2021-2027. C'è un ordine del giorno approvato da tutto il consiglio comunale. Perché quindi i fondi non sono stati chiesti? Perché – conclude – neanche i consiglieri comunali erano stati messi a conoscenza di questa situazione”.

Un ultima stoccata i consiglieri del Pd la fanno anche sulle location alternative per ospitare gli eventi dell'estate 2024: l'antistadio Flacco per loro sarebbe inidoneo e dunque si dovrebbe rifare tutto da capo e individuare, concludono, “una sede alternativa per il cartellone degli eventi”.

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