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Mercoledì, 21 Febbraio 2024

VIDEO | Dimensionamento scolastico, Blasioli (Pd): "Una scure su Pescara, possibili vizi di procedura per l'impugnazione"

Non solo la penalizzazione della città di Pescara, ma anche del territorio vestino con quello previsto su Penne che colpisce le aree montane. Il consigliere regionale lamenta la mancata condivisione delle scelte al tavolo istituzionale svoltosi in Provincia e chiede ai Comuni di chiarire la loro posizione per procedere con un'eventuale impugnazione dell'atto

Il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli si chiede dove sia finito il “criterio di equilibrio e proporzionalità” citato dalla Regione nella delibera con cui si è deciso di lasciare in capo alla provincia di Pescara due accorpamenti nell'ambito del piano di dimensionamento scolastico, laddove “lo stesso sacrificio” che era chiesto anche alle altre province, non ha invece toccato quella di Teramo.

Mettere insieme il comprensivo 1 e il 7 nel Comune di Pescara, ma “ancora più grave” afferma, è l'accorpamento degli istituti comprensivi Giardini e Ciulli Paratore di Penne i cui plessi si trovano a Villa Celiera e Farindola laddove ci si sarebbe potuti appellare al principio di salvaguardia delle aree montane. Blasioli ipotizza anche una scelta politica fatta in accordo tra Regione e Provincia a discapito dei territori afferma annunciando accertamenti per capire se come pensa, la procedura adottata dalla Provincia sia viziata. Caso questo che paventerebbe la possibilità, prosegue, di impugnare la decisione: una richiesta quest'ultima che avanza ai Comuni coinvolti e cioè a Pescara e Penne.

A sollevare il problema, almeno per quanto riguarda il capoluogo adriatico, sono stati i consiglieri comunali del Partito democratico che hanno già annunciato la richiesta di un consiglio comunale cui sarà invitato a partecipare il presidente della provincia Ottavio de Martinis. Al centro della vicenda la decisione “presupponiamo presa in solitaria da De Martinis la notte del 27 dicembre”, ricorda Blasioli, con cui si sono decisi i due accorpamenti che interesseranno la provincia. Due dei sette complessivi per il prossimo anno scolastico con gli altri quattro che si dovranno fare l'anno successivo. Il timore da questo punto di vista, sottolinea Blasioli, è che a pagarne lo scotto sia ancora Pescara.

“Eccessivo” il prezzo che si chiede di pagare al territorio di Pescara, incalza. Questo non solo per quella mancata redistribuzione che lamenta e che ha visto Teramo uscire dal gioco dell'accorpamento, ma anche per la scelta fatta su Pescara che se presa senza che il Comune sapesse nulla “renderebbe illegittimo il procedimento”, dice ancora. Un accorpamento quello del comprensivo 1 e comprensivo 7 che “cancellerà” hanno denunciato i consiglieri comunali del Partito democratico, “l'ultima autonomia scolastica presente nella periferia della città”, “che non è stata concordata dato che al tavolo svoltosi anche con i sindacati non se ne era mai parlato”.

“Ci chiediamo cosa hanno detto i Comuni di Pescara e Penne e come è stato possibile lasciare questo potere immane nelle mani del presidente De Martinis. Che fine hanno fatto - si chiede ancora Blasioli – i consiglieri regionali della provincia di Pescara D'Addazio, Sospiri, D'incecco De Renzis e l'assessore Verì che ha votato la delibera regionale? Sono tornati dalle ferie? Avranno modo di dire qualcosa alla Provincia per questo Sgarbo?”.

Uno sgarbo che arriverebbe dunque senza condivisione al tavolo istituzionale, lasciando intonsa la provincia di Teramo che pure avrebbe dovuto contribuire alla redistribuzione, precisa ancora una volta Blasioli, e che per Pescara si traduce nell'ennesimo “taglio” dopo gli accorpamenti fatti negli anni passati a Civitella Casanova, Scafa e San Valentino in Abruzzo Citeriore. Anche per lui, così come i colleghi di Palazzo di Città, la scelta di De Martinis potrebbe essere stata fatta per la città di Pescara perché la dirigente del comprensivo 1 andrà in pensione, laddove si parlava invece di un possibile accorpamento degli istituti Manthoné e Di Marzio, ricorda.

Ma il dubbio è anche, scrive nella nota seguita alla conferenza stampa tenuta sul tema, “che dietro questa decisione ci sia in realtà un preciso disegno politico condiviso da Regione e Provincia, con finalità che nulla hanno a che vedere con l'interesse della collettività o magari qualche screzio legato alla Nuova Pescara. Un disegno che ha senza dubbio beneficiato della colpevole indifferenza del Comune di Pescara, della mano della Provincia e del silenzio dei consiglieri regionali che ancora una volta si scagliano contro le scuole di Penne, sebbene vantino plessi n comuni montanti. La totale remissività alle scelte della giunta Marsilio è un colpo ferale per la nostra provincia”.

“C'è un passaggio che vogliamo rilevare e sottolineare – riprende parlando con la stampa -. Nel momento in cui i Comuni che sono competenti per gli istituti comprensivi non fanno atti di adesione, ci chiediamo se questo procedimento sia viziato e se possa essere impugnato. Questo è l'accertamento - conclude e ribadisce - che cercheremo di fare nei prossimi giorni”.

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