Mercoledì, 17 Luglio 2024

VIDEO | A Ferzan Özpetek il Premio Flaiano speciale per la narrativa: svelate le terne finaliste degli under e over 35

Il 30 giugno il regista e scrittore sarà all'Aurum per ricevere il riconoscimento e come lui ci sarà una grande amica dei Premi Flaiano: Lucilla Sergiacomo cui è stato attribuito quello speciale per la cultura. Tantissimi i giovani che hanno partecipato con le loro opere e la soddisfazione per la presidente Tiboni è tanta: "Una scommessa vinta"

Premio speciale per la Narrativa a Ferzan Özpetek per “Cuore nascosto” edito da Mondadori e a una grande amica del Flaiano quello per la Cultura assegnato a Lucilla Sergiacomo. Assegnato anche il premio speciale alla poesia a Silvia Bre, poetessa  e scrittrice che è anche traduttrice, in particolare di Emily Dickinson. Entra nel vivo la 51esima edizione dei Premi Flaiano che il 20 giugno all'Aurum ospiterà la serata finale del Premio di Poesia e il 30 quella di narrativa e italianistica in occasione della quale oltre ai Premi assegnati a Özpetek e Sergiacomo,  saranno assegnati quelli del Premio "Luca Attanasio"  ai tre istituti di cultura internazionali (quello di Los Angeles, quello di Bruxelles e quello di Dublino) che portano l'italiano nel mondo, e che vedrà anche la proclamazione e premiazione dei vincitori del Premio di narrativa categoria over 35 e del Premio Flaiano-Bper categoria under 35 le cui terne finaliste sono state annunciate dalla presidente Carla Tiboni.

Terne che vedono finalisti per la categoria over 35 Cristina Battocletti con “Epigenetica” edito da La Nave di Teseo, Antonio Franchini con “Il fuoco che ti porti dentro” edito da Marsilio e Dario Voltolini con “Invernale” edito da La nave di Teseo; mentre finalisti della categoria under 35 sono Greta Olivo con “Spilli” eduto da Einaudi, Vincenzo Reale con “La fortuna del greco” edito da Rubbettino e Marta Zura “Puntaroni” edito da L’olivastro – effequ.

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La scommessa fatta sui giovani dai Premi Internazionali si è dimostrata vincente, come rimarcato da Tiboni. Tante quelle dei giovani tra le 89 opere che hanno partecipato all'edizione 2024 dei premi di narrativa e che come sa fare la cultura sono l'interpretazione dei sentimenti del nostro tempo che mettono al centro oggi, con sfaccettature diverse e racconti differenti, la famiglia “vista non dal punto di vista sociologico, ma come elemento di recupero della propria vita, di passato che si riunisce al presente, del tentativo di comprendere cosa sia sbagliato e il tentativo anche di costruire la propria vita attraverso la solidità di una famiglia e degli affetti. Questo è il contributo importantissimo che i libri hanno dato quest'anno ai Premi Flaiano e alla loro qualità”.

Con i nomi dei primi premiati e delle terne finaliste della narrativa oltre che la presentazione del premio di poesia il Flaiano entra “in atmosfera calcistica: diciamo che caliamo il triplete”, dice ancora Tiboni rimarcando la soddisfazione per la massiccia partecipazione degli under 35 con tante opere di giovani tra i 20 e i 35 anni giunte nelle mani della giuria tecnica. “Vuol dire che il Flaiano attira i giovani e che il messaggio che abbiamo lanciato e cioè che facciamo il tifo per loro, è stato recepito”, aggiunge sottolineando come quest'anno la giuria popolare sia passata da 100 a 200 componenti, segno del fatto che in questo Paese si legge e che ciò che serve è lo stimol0o a riscoprirla la lettura per accrescerne ancora di più la diffusione e l'importanza.

Da sempre lungimirante il Premio Flaiano che tanti grandi nomi ha portato in città di poeti e scrittori arrivati persino a vincere Nobel, nel 2024 non fa eccezione dato che ci saranno per la serata della narrativa due degli autori finalisti al Premio Strega: Donatella Di Pietrantonio nella giuria e Dario Voltolini tra i finalisti con il suo nome finito nella terna degli over 35 finalisti prima che si sapesse che sarebbe stato tra i papabili vincitori di quel Premio che per primo proprio Ennio Flaiano vinse, ha ricordato Tiboni augurando che possa essere il palco di Pescara a dare a uno dei due il coronamento di questa grande gioia.

Tornando ai Premi Speciali se quello dell'inusuale veste di Özpetek in veste di scrittore ne conferma la grande capacità di spaziare nella scrittura mantenendone intatta la capacità unica di raccontare soprattutto i sentimenti femminili e la felicità di essere donna, quello attribuito a Sergiacomo, il premio speciale alla Cultura, è anche una dimostrazione del grande ruolo svolto proprio per i Premi Flaiano nell'esaltare l'opera dell'eclettico personaggio Pescarese grazie a convegni, pubblicazioni, libri, pubblicazioni su qu0otidiani e riviste e la costante presenza nell'associazione cultura che di Flaiano porta il nome.

Insomma nonostante un anno non semplice con il Mediamuseum chiuso per gli interventi di riqualificazione, un teatro d'Annunzio inagibile che ha dato un bel da fare all'organizzazione di questa 51esima edizione, i Premi Flaiano non si fermano tenendo acceso quel fuoco di libertà che solo la cultura è in grado di alimentare. “Non ci si ferma mai perché sconteremmo la rabbia o quantomeno il disappunto del pubblico che tiene tantissimo a questa manifestazione e il pubblico per noi – dice ancora Tiboni – è l'elemento fondamentale per poter andare avanti e la spinta per viver ogni anno questo meraviglioso appuntamento. La cultura – conclude – è un diritto. Senza cultura non c'è libertà. È un mantra che ci ripetiamo spesso e dovremmo ricordarlo anche agli altri”.

Si alza così ufficialmente il sipario sulla 51esima edizione dei Premi Flaiano che dà appuntamento a tutti il 22 giugno con il Premio di Poesia all'Aurum, dal primo al 6 luglio al cinema Sant'Andrea con il Flaiano Film Festival, di nuovo all'Aurum il 30 giugno per la serata dedicata alla narrativa e l'italianistica e, infine, in piazza Salotto il 7 luglio per la serata di premiazione dei volti del teatro, del cinema, della radio e della televisione.

Gli istituti di italianistica che hanno ottenuto il Premo di Italianistica e le opere per i quali se lo sono visti assegnare

  • Iic Los Angeles - This Is What I Live For: An Afro-Italian Hip Hop Memoir, a cura di Clarissa Clò (San Diego University Press), 20232. Il volume che fa luce sullo scenario hip hop italiano, appare di grande rilevanza anche da una prospettiva postcoloniale. Si tratta di un contributo pionieristico nel diffondere a livello globale questa realtà culturale e musicale di crescente importanza nella cultura italiana contemporanea. Vengono messe a fuoco la complessa situazione di ibridismo etnico-culturale di Roma e le questioni, ad essa connesse, di carattere sociopolitico e ideologico. Buono e variegato è l’apparato paratestuale che include tra gli altri un’introduzione a quattro mani, che ricostruisce con dovizia di particolari il contesto storico-culturale e musicale di riferimento.
  • Iic Bruxelles - Mara Josi, Rome, 16 October 1943: History, Memory, Literature (Legenda, 2023). Questo interessante saggio, incentrato sulla deportazione degli ebrei romani durante la Seconda Guerra mondiale, offre dettagli su un evento storico drammatico e una specifica realtà culturale italiana. Oltre alla ricostruzione storica, sono fornite interpretazioni rilevanti di testi letterari italiani che descrivono la deportazione. Benché sia rivolto in primis a un pubblico accademico, il saggio si rivela un ottimo strumento di diffusione per la conoscenza di queste tematiche, in quanto può essere fruito anche da un lettore non specialista.
  • Iic Dublino - Serena Laiena, The Theatre Couple in Early Modern Italy: Self Fashioning and Mutual Marketing (University of Delaware Press, 2024). Interessante saggio incentrato su una coppia teatrale di attori italiani, molto nota nel diciassettesimo secolo, il volume illumina aspetti particolari e non sempre noti della cultura italiana early modern,e anche del ruolo femminile in quel contesto. Nel porre l’accento sulla rilevanza di tale cultura, il volume collega l’argomento anche alla modernità e chiarisce meglio il ruolo della cultura italiana e della commedia dell’arte, a partire dal Rinascimento. L’argomento è piuttosto specialistico, ma può essere anche letto da chiunque abbia interesse nell’Italia della Controriforma e nella storia teatrale sia italiana che, più in genere, del mondo moderno.

La giuria tecnica del 23esimo Premio internazionale Flaiano di Italianistica:

La giuria per l'edizione 2024 è composta dal Presidente, Isabella Camera d’Afflitto (professore onorario Sapienza Università di Roma) e dai giurati Chiara Albini (funzionaria dell’area della promozione culturale, Capo Sezione I, Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale Ufficio IV, Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale), Alessandra Brezzi (professore associato di Lingua e Letteratura Cinese, Dipartimento di Studi Orientali - Sapienza, Università di Roma), Mariaconcetta Costantini (professore ordinario - Università degli Studi G. d’Annunzio Chieti-Pescara), Andrea Moro (professore ordinario - Scuola Universitaria Superiore Iuss Pavia).

Alla conferenza stampa di presentazione ha preso parte anche Giuseppe Marco Litta, responsabile direzione generale Abruzzo e Molise della banca Bper, main sponsor così come la Toto Holding dei Premi internazionali Flaiano. 

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