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VIDEO | La casa al civico 310 di via Tavo confiscata alla criminalità apre le porte ai senza fissa dimora

Il progetto di housing sociale promosso dagli Ecad Pescara e Metropolitano (capofila Spoltore) prende ufficialmente il via. La soddisfazione del vicesindaco Adelchi Sulpizio per l'ennesimo progetto del genere avviato con la cooperativa On The Road che si occuperà dei percorsi di inserimento. Entrano in 6, ma saranno 21 le persone cui si darà sostegno fino al 2026

Il progetto per fare della casa confiscata alla criminalità di via Tavo al numero 310 un housing sociale per i senza fissa dimora era stato presentato a luglio 2023: oggi quel progetto prende pienamente forma con il primo piano pronto ad accogliere chi da qui parte per iniziare una nuova vita e i lavori in corso al secondo che pure servirà allo scopo.

Un intervento possibile grazie ai fondi pnrr (710 mila euro l'investimento) e che fino al 2026 ospiterà complessivamente 21 persone senza fissa dimora che risiedono nei territori di Pescara (Ecad 15) e dell'area Metropolitana dell'Ecad 16 di cui capofila è il Comune di Spoltore. A occuiparsi dei percorsi di reinserimento con l'obiettivo di arrivare all'indipendenza economica sarà la cooperativa On The Road.

Un progetto pluriennale sottolinea quindi il vicesindaco Adelchi Sulpizio parlando della ristrutturazione portata avanti dal Comune anche grazie a tutti gli altri soggetti coinvolti compresi la commissione Politiche sociale del Comune e il tribunale di Pescara perché, sottolinea, “ridare nuova vita alle case confiscate comporta un lavoro complesso”.

“Il dato importante – rimarca – è che percorsi simili ci hanno dato bei risultati permettendo alle persone di tornare ad avere una loro indipendenza economica. Andiamo avanti”.

“Entreranno subito sei persone e fino al 2026 saranno 21 quelle coinvolte”, ribadisce Massimo Ippoliti di On The Road spiegando che per ognuno sarà avviato un progetto a tempo determinato. I primi a entrare saranno senza fissa dimora più anziani e con difficoltà socio-sanitarie “per cui l'intervento è emergenziale. Il percorso – prosegue – durerà minimo sei mesi con i tempi che possono essere prorogati. La persona – tiene a precisare – viene messa al cento di un sistema a una progettualità sociale. Prima di fare una scalata importante e ottenere benefit si parte dalla casa”.

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La casa dunque come luogo di normalità per ricostruire la propria vita per poi “promuovere attività parallele con assistenti sociali, operatori di prossimità, inserimenti lavorativi e tirocini di inclusione. Prima di tutto però – conclude – si parte dall'approccio alla salute che è fondamentale”.

Un risultato importante frutto, afferma quindi il sindaco di Spoltore Chiara Trulli, “di un lavoro congiunto fatto con Ecad. Il risultato è quello di restituire un bene sottratto alla criminalità a uno scopo veramente nobile che è quello di dare una casa a chi oggi vive in strada: u problema crescente e dilagante cui si devono dare risposte”.

Insomma casa e assistenza per chi ha davvero bisogno. “Sappiamo che un percorso come questo è un percorso complicato, ma ha già portato grandi risultati”, conclude Sulpizo ricordando il progetto “Abitare i luoghi” a valere sul Fondo sociale europe che ha accolto ben 21 persone senza dimora: 11 hanno completato il percorso di accoglienza raggiungendo l'autonomia (8 hanno trovato lavoro).

Delle 10 persone rimaste, 4 vivranno in via Tavo 310 e con altre sei si sta lavorando per il reinserimento nel tessuto sociale anche abitativo. Intanto stanno per prendere forma altre iniziative focalizzate sul sociale perché il Comune di Pescara, con altri fondi del Pnrr (1,7 milioni di euro) ristrutturerà i quattro appartamenti del progetto "Abitare i luoghi": i lavori dovrebbero partire nelle prossime settimane.

Con lo stesso finanziamento, fa infine sapere, saranno realizzate anche le case di sgancio per le donne che sono state vittime di violenza e un asilo nido: tutto questo negli edifici che sono stati della criminalità e ora sono della comunità pescarese.

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