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Sabato, 22 Giugno 2024

VIDEO | Nel 2026 ci sarà la prima Capitale italiana dell'arte contemporanea e Pescara vuole ottenere il titolo

Il Comune lavora a un progetto partecipativo con fondazioni, istituzioni ed enti per centrare l'obiettivo spiega l'assessore comunale Maria Rita Carota. Per lei e il sindaco Carlo Masci sia la storia della città che le azioni promosse negli ultimi anni ne fanno una candidata perfetta per ottenere il riconoscimento voluto dal ministro della Cultura

Nel 2026 ci sarà la prima Capitale italiana dell'Arte contemporanea e Pescara si candida per essere lei quella che il ministero della Cultura sceglierà. Un progetto ambizioso quello cui lavora l'ente che la sua proposta, come tutti, dovrà presentarla entro il 30 giugno per accedere al milione di euro messo a disposizione, ma anche la convinzione che la città abbia tutti i numeri per raggiungere il risultato non solo per la sua storia che ha sempre guardato all'innovazione, ma anche per le azioni promosse negli ultimi anni.

Ne è certo l'assessore comunale alla Cultura Maria Rita Carota così come lo è il sindaco uscente Carlo Masci. Da quel “Fuori Uso” che dagli anni '90 e fino al tramonto fece di Pescara un luogo vivo dell'arte contemporanea, ai musei con quelli aperti negli ultimi anni come il Claps, quello dell'800 e l'Imago Museum e fino al progetto di riqualificazione che interesserà il museo Colonna con la Porta del Mare del maestro Franco Summa che ne sarà l'accesso reale e immaginifico, tanti sono i punti di forza su cui l'amministrazione uscente punta per presentare quel progetto che, soprattutto, sarà messo a terra insieme alla collaborazione delle tante realtà culturali presenti sul territorio.

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Un aspetto questo che rimarca Carota affermando che Pescara abbia “tutti gli elementi sul territorio perché si possa realizzare un progetto dei progetti. Parlo di progetto di progetti perché l'intenzione – prosegue – è quella di coinvolgere tutte le risorse del territorio. Fondazioni, associazioni ed enti possono contribuire a rendere ancora più interessante il progetto che andremo a candidare per il ministero”.

Un progetto che prevede azioni mirate non solo per quanto riguarda gli eventi, ma soprattutto in termini di “riqualificazione e valorizzazione delle strutture del territorio e credo che in questi ambiti nel corso degli ultimi anni – precisa – abbiamo lavorato tanto con gli operatori del settore dando sempre il massimo sostegno”.

Parole che suonano anche come una ennesima replica alle critiche sollevate dalle opposizioni sui problemi che interessano in particolare i teatri d'Annunzio e Michetti attualmente chiusi.

L'idea del ministero che ha deciso di istituire questa nuova realtà e cioè la Capitale italiana dell'arte contemporanea, si pone come obiettivo, come specifica la delibera di giunta con sui si dà via all'iter di realizzazione del progetto quello di “incoraggiare e sostenere la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della promozione e valorizzazione dell'arte contemporanea attraverso la realizzazione e la riqualificazione di spazi e aree dedicate alla fruizione, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa, il valore della cultura per il processo dell'identità nazionale, per la coesione sociale e l'inclusione sociale, l'integrazione, la creatività, l'innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo”.

Un progetto quello che si dovrà presentare che dunque dovrà anche puntare sui giovani talenti e sull'innovazione culturale in ambito artistico.
 

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