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Martedì, 18 Giugno 2024

VIDEO | Elezioni comunali, il candidato sindaco Fusilli: “Confrontarsi sulle idee per amministrare la città di Pescara”

L’aspirante primo cittadino, ex parlamentare, corre con la lista Stati uniti d’Europa. Punta a una città europea, “in grado di portare avanti il progetto di fusione, riappropriandosi del fiume e trasformando i problemi in opportunità. La partita si gioca con il dialogo, non con i veti o con lo scontro tra ideologie”.

Gianluca Fusilli, 54 anni, già deputato, assicuratore, è il quarto candidato sindaco alle elezioni amministrative di Pescara dell'8 e del 9 giugno. Corre con la lista Stati uniti d’Europa di Matteo Renzi. La sua battaglia si gioca sul campo delle «idee utili alla crescita e allo sviluppo di una città, che ha le stesse potenzialità di una realtà europea, ma è al momento ferma».

Gianluca Fusilli, già parlamentare. Perché ha deciso di candidarsi, dopo un periodo di distacco dalla politica?  

La politica è sempre stata un interesse e l’ho seguita da elettore. Ho scelto di accettare la proposta di Stati uniti d’Europa perché ritengo che per governare una città sia necessario attivare il confronto sulle idee e non lo scontro sulle ideologie. Governare una città è semplice anche se i problemi sono complessi. L’importante è avere la capacità di sapere ascoltare tutti e poi prendersi, se si ha il voto dei cittadini, le responsabilità di decidere, ma solo sul confronto delle idee.

Di cosa ha bisogno Pescara?

Pescara ha bisogno di manutenzione, di pulizia, di sicurezza. Ha bisogno di recuperare quella vocazione di città moderna, vivace, a volte sfrontata perché ha tutte le capacità per essere una città europea, ma si sta spegnendo.

Ci si prepara alla nascita di una grande realtà metropolitana. Cosa dovrebbe fare il nuovo sindaco per consentire la fusione e non una semplice annessione?

Credo che al momento non ci sia una reale preparazione. Il nuovo sindaco dovrebbe prepararsi, perché la città nuova rappresenta una grande opportunità. Occorre, però, vincere la sfida della dimensione con la prossimità dei servizi. Intanto è necessario occuparsi subito dei 10 milioni di euro disponibili che tutti hanno dimenticato, per rendere leggibili, utilizzabili i dati dei cittadini dei comuni costituenti, altrimenti il 1 gennaio 2027 per avere un servizio semplice bisognerà peregrinare senza avere risposte.

Si rischia di trasformare Montesilvano e Spoltore in periferie di Pescara?

Bisogna avere un’idea di pianificazione dell’area vasta dal punto di vista urbanistico, ambientale e commerciale. È impensabile che una città come quella che nascerà possa avere periferie. Le periferie possono averle città come Bombay, New York, ma non una città di 220mila abitanti. La politica, ascoltando e confrontandosi, deve avere idee e visioni chiare sulla vocazione di ogni territorio. La nuova città sarà straordinaria: avrà i monti, il mare. Le mancano piazze e botteghe. Bisogna manutenerle, realizzarle e sostenerle.

Un ritorno inatteso per i più il suo. In questi cinque anni “da spettatore” quali sono state le cose che l'hanno spinta a ritornare attivamente in politica? Come ha visto in sostanza cambiare la città?

Un ritorno inatteso anche per me. È di sicuro una grande responsabilità, al di là dell’esito finale, perché quando si parla da candidato si ha a cuore l’interesse di tutti. La politica è cambiata in peggio negli ultimi trent’anni e anche io, nel periodo in cui ne sono stato protagonista, ho contribuito a renderla così. Le ragioni di questa deriva vanno ricercate nel falso bipolarismo, quindi nello scontro ideologico sul nulla e su principi che non interessano la vita quotidiana dei cittadini e spesso sono serviti a impedire le riforme di cui questo Paese ha realmente bisogno. Ho scelto di rimettermi in campo con la lista Stati uniti d’Europa perché nella fase di confronto rispetto a un’alternativa all’Amministrazione uscente c’è stata una forza politica che ha ritenuto di mettere veti. Contro questa posizione bisogna reagire democraticamente, perché sono convinto che l’Amministrazione comunale di Pescara debba cambiare, ma non vorrei cambiasse in peggio, se queste sono le premesse. In democrazia contano i voti e non i veti. Da sottolineare, se mi permette, la responsabilità politica del candidato sindaco che ha permesso di andare in questa direzione.

Se dovesse diventare sindaco qual è la prima azione che metterebbe in campo per dare un segnale di discontinuità rispetto all'attuale giunta o di continuità, se vi sono degli interventi condivisibili?

C’è una parola magica in questa domanda: continuità amministrativa. Viviamo un tempo della politica, in cui c’è questo scontro tra guelfi e ghibellini (anche se il perimetro degli uni e degli altri è variabile), in cui ogni volta che vincono i primi cancellano tutto ciò che hanno fatto gli altri e viceversa. Non è così che si amministra una città. Amministrare una città è come costruire una cattedrale. La politica deve perseguire anche i sogni. Io penso, per esempio, al fatto che Pescara debba recuperare il rapporto con il fiume, ma non si può fare in sei mesi o in un anno. Occorre un’intera legislatura, forse anche una e mezza. Ripeto, come costruire una cattedrale: si parte dal primo mattone e puoi essere protagonista del percorso, anche se non ne vedi la fine ma intanto lo hai avviato. La lista si scopo serve proprio a questo: mettersi d’accordo sulle idee. A Pescara c'è bisogno di una manutenzione continua, di pulizia. Ha tutte le caratteristiche e le potenzialità di una città europea, come per esempio Malaga o Valencia, ma è sporca. Pescara va aiutata, non con le ideologie, ma con la tecnologia. Deve diventare una città smart, che deve necessariamente rilanciare la sua vocazione commerciale. Bisogna ricreare le condizioni di sostenibilità economica e finanziaria delle attività, fortemente penalizzate negli ultimi anni. Io proporrei all’Amministrazione comunale di Pescara un patto immediato con le partite Iva, abolendo la tassa di occupazione del suolo pubblico per due anni e chiedendo collaborazione su manutenzione, illuminazione, pulizia e sicurezza.

Se dovesse elencare i tre temi su cui c'è più urgenza di agire per migliorare la qualità della vita in città in ogni suo aspetto, quali sarebbero in cima alla lista?

Manutenzione e pulizia, che rappresentano il biglietto da visita per Pescara; rilancio del commercio, come ho appena detto, e progetto di fusione. La Nuova Pescara deve essere considerata come una reale opportunità di miglioramento per la città e i suoi cittadini. Pescara, deve, inoltre, togliersi la maledizione delle infrastrutture a metà. Porto, autostrada, stazione e aeroporto non possono più rappresentare un problema.

Come andavano spesi, secondo lei, i fondi del Pnrr?

Sinceramente non so bene come l’Amministrazione uscente abbia speso i soldi del Pnrr. Credo male, per progetti diversi. Con 120milioni di euro si sarebbe potuto restituire il fiume alla città. Lo avremmo navigato, ci saremmo riappropriati delle sponde, oggi luogo del disagio sociale.

Che risultato si aspetta? Qualora si arrivasse a un ballottaggio Masci-Costantini quale potrebbe essere la sua posizione?

Mi aspetto di convincere. La nostra candidatura è partita in ritardo, ma io credo che il discorso legato all’incontro sulle idee sia condiviso dai cittadini. Mi aspetto che le nostre idee trovino rappresentanza. Poi toccherà a noi affermarle, realizzarle, trasformarle in fatti amministrativi dal 10 giugno. Credo che la convinzione di chi dice “vinceremo al primo turno”, troverà brutte sorprese la sera del 9 giugno. Ho un competitore che enuncia il principio della coerenza, quindi dice di sedere sui banchi dell’opposizione se non ottiene la fiducia dai cittadini. Noi siamo esattamente l’opposto. Nasciamo come lista di scopo, quindi con il principio che siamo disponibili a confrontare le nostre idee con tutti, consapevoli del fatto che non rappresentano tutti e che quindi hanno un peso specifico legato al consenso dei cittadini. Alla base il principio fondamentale che vengano considerate, messe in campo e che la decisione finale sia la mediazione tra ciò che pensiamo noi e ciò che sostengono gli altri. È evidente che se ci sarà un ballottaggio, ragioneremo con tutti. Se ci sarà ancora qualcuno che porrà dei veti rispetto ai nostri voti e qualcun altro che accoglierà le idee, la scelta sarà scontata.

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